A Milano mostra-festival “Back Home” sull’Africa

Due percorsi artistici a confronto e un immenso continente: l’Africa; questi i protagonisti della mostra “Back Home” che ha inaugurato ieri la stagione espositiva e la collaborazione tra Studio IROKO e Spazio Concept.

Fino al 7 ottobre si potranno scoprire in via Forcella 7-13 a  Milano (zona porta Genova) le opere di un artista concettuale, Gian Paolo Tomasi, e un fotografo, Marcello Tomasi. L’Africa è il fil rouge, il punto di partenza e la “casa” a cui fare ritorno, che lega questi due artisti.

L’Africa con i suoi volti, reali o immaginati, con la sua cultura e tradizioni, a volte difficili da comprendere, spesso soverchiate dai pregiudizi e da un’informazione parziale o distorta.

Gian Paolo Tomasi, artista e stampatore di fama internazionale, dopo anni di ricerca sull’immagine, ha tradotto la sua creatività nell’arte digitale, traendo dall’universo visivo della collettività alcune figure archetipe per crearne di contemporanee, cui ha conferito un significato inedito. Vive in Africa da anni, dove ha realizzato la serie “In art we can!”, da cui sono tratte le opere in esposizione. In queste immagini digitalmente costruite (fatta eccezione per il ritratto di Obama) si trova l’infatuazione per questa terra misteriosa e affascinante.

La sua arte si pone lo scopo di narrare la bellezza – femminile innanzitutto – non inventata, ma forse nascosta, fino all’invisibilità, dal mondo contemporaneo. I suoi “collages digitali”, dalla finalità decisamente estetica, spiazzano l’osservatore, portandolo inevitabilmente a una riflessione sull’epoca contemporanea e sul suo grado di finzione/dis-informazione. Non manca, infine, un intento di denuncia in queste opere. Osservando infatti “Taglia e cuci”, le mani che sorreggono un ago pongono l’attenzione sulla terribile tradizione dell’infibulazione.

Denuncia che si ritrova, poi, nelle opere di Marcello Tomasi, scattate nel 2005, durante un viaggio durato 5 mesi da Milano al Burkina Faso. In mostra ci sono fotografie che richiamano la mente sulla condizione della donna e dei bambini, nonché sulla distruzione di questa straordinaria natura. Accanto ad esse, poi, le tre grandi tele intelaiate nelle strutture di bambù, appartenenti alla serie “Joy of Africa”.

Raffigurano scene di vita quotidiana nei villaggi in cui Marcello è stato ospite, raccontando visivamente tradizioni di popoli e tribù e riproducendo profumi selvaggi e rumori dimenticati o sconosciuti. Tirata come la pelle su un tamburo, la fotografia trascende la sua natura bidimensionale per diventare materia, oggetto contemporaneo che custodisce e tramanda le antiche usanze di tessitura e incorniciatura. Sintesi di reportage e paesaggio, le immagini di Marcello sconfinano nella scultura, per acquistare nuova e maggiore completezza artistica.

Non pochi i punti di contatto tra questi due artisti: l’Africa il più immediato, ma anche la volontà di elaborare una personale interpretazione dell’arte visiva, che vada oltre la ricerca fotografica, allo scopo di unire in interessanti simbologie antico e nuovo, archetipo e contemporaneo. In bilico tra reale e virtuale sono le immagini di Gian Paolo, in bilico tra fotografia e scultura quelle di Marcello, in un equilibrio mai risolto, mai immediato e di grande potenza espressiva.

Come due linee semi-parallele: surreale e immaginaria quella di Gian Paolo, quanto materica quella di Marcello, traggono origine dallo stesso fulcro, vale a dire un patrimonio di memoria, immagini e pensieri non legati a una specificità, ma  universali. In una parola alle vere radici.

Gian Paolo Tomasi (Milano, 1959). Nel 1988 ha brevettato il “Phototransfer”, innovativo processo di stampa fotografica. Ha stampato per maestri della fotografia come Franco Fontana, Mario Giacomelli, Oliviero Toscani, Fabrizio Ferri, Giovanni Gastel ma anche per stranieri come Irving Penn, Richard Avedon e Annie Leibovitz. Nel 2000 ha realizzato per GQ le prime sette modelle virtuali che poi ritroveremo nella campagna di Extè. Ha lavorato per aziende, multinazionali e case editrici. Dal 2001 inizia il suo progetto artistico attorno ad una serie di paesaggi digitali. Ha partecipato alla XIV Quadriennale di Roma, al 1° FotoFestival Internazionale di Fotografia a Brescia, al progetto itinerante “plot.@rt.europa” e alla “Cow Parade” di Firenze. È stato finalista alla seconda edizione del Premio Celeste.

Marcello Tomasi (Milano, 1984), riceve fin da piccolo una formazione artistica e fotografica. Dopo gli studi in scultura all’Accademia di Brera, affianca come assistente grandi fotografi come Nicola Majocchi. La sua carriera artistica inizia come fotografo di moda per Dolce & Gabbana e Trussardi, Elisabetta Franchi, Iceberg e di pubblicità per Francesco Illy (2009). Collabora inoltre da tempo alla realizzazione di progetti sociali, editoriali e redazionali. I viaggi (tra cui Africa, Stati Uniti e Cina), le esperienze e la curiosità per le diverse culture hanno stimolato il suo stile eclettico, versatile, fortemente contemporaneo. Nel 2007 ha preso parte alle esposizioni “Start” e “Uffa” presso B24, Milano; nel 2011 ha partecipato alla collettiva “Look Different”, durante il Meltin’ Pop di Arona e, nel 2012, alla IV edizione di “Matany in festa”, a Inzago. Sempre nel 2012, è stata la sua prima personale, “Joy of Africa”, presso lo Studio IROKO di Milano.

Anna Mola, blogger, critica e curatrice free lance. Collabora a progetti legati alla fotografia e all’arte. Collaboratrice di Private PhotoReview. “If a day goes by without my doing some thing related to photography, it’s as though I’ve neglected something essential to my exi stence, as though I had forgotten to wake up.” Richard Avedon

Roberto Quagliarella, artista e ideatore dello Studio IROKO. “L’arte, per eccellenza libera e spontanea, diviene l’occasione ideale per l’incontro con altri modi di essere, e diventa linguaggio universale, strumento di civiltà e integrazione tra i popoli.” Yehudi Menuhin 

Link
Gian Paolo Tomasi: www.tomasitomasi.com
Marcello Tomasi: www.marcellotomasi.com
Anna Mola: annamola.wordpress.com
Roberto Quagliarella: www.studioiroko.com

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