Sisma Emilia: danni a chiese, rocche e monumenti

“I danni al patrimonio culturale, ad una prima ricognizione, risultano notevoli”. Lo dice il ministero dei Beni e delle Attività culturali in una nota.

“D’intesa con la Prefettura – continua il Mibac – è stata disposta, inoltre, la chiusura dei tre musei statali di Ferrara: la Pinacoteca Nazionale, il Museo Archeologico e la Casa Romei“. Sempre a Ferrara  sono crollati i cornicioni della facciata del Castello Estense, simbolo della città, mentre in corso Ercole I d’Este è caduto uno degli elementi del tetto del palazzo dell’ex Borsa di Commercio. Danni anche alla chiesa di San Carlo. Crollata anche una delle guglie del portone del Parco Pareschi.

In provincia, a Poggio Renatico, è crollata la torre dell’orologio di Castello Lambertini, sede del Comune. Semicrollato l’oratorio di San Luca a Mirabello e la chiesa di San Paolo che non ha più abside e gran parte della facciata. Lesioni gravi al campanile della chiesa di San Lorenzo a Casumaro di Cento.

Danni anche nel Modenese 
A Modena il Tempio monumentale è stato chiuso così come la chiesa di Sant’Agostino per caduta di calcinacci e quella di via San Carlo perché alcuni fregi dell’ex chiesa e la croce sul tetto richiedono verifiche. A San Felice sul Panaro è collassata la torre dell’Orologio. A Finale Emilia sono crollati la Torre dei Modenesi, il mastio della Rocca cittadina e il campanile del cimitero monumentale. Parzialmente crollato anche lo storico Palazzo dei Veneziani. Nella chiesa di Buoncompra, manca più di metà della facciata, si è ribaltata sulla piazza.

Crepe e palazzi a rischio nel Reggiano
Il Comune maggiormente colpito è quello di Reggiolo, con tre chiese chiuse e Palazzo Sartoretti lesionato. A Guastalla dei calcinacci sono caduti in una chiesa e ci sono lesioni evidenti nel Palazzo comunale. Chiuse anche le chiese principali di Gualtieri e di San Martino in Rio. Crepe ancora più profonde nelle chiese di Santa Maria a Correggio e in quella di San Giorgio a Luzzara.

Il ministero inoltre “ha preso parte al Comitato operativo della Protezione Civile attivando le proprie strutture territoriali per la gestione dell’emergenza, secondo quanto previsto dal protocollo operativo dell’unità di crisi voluta dal ministro Ornaghi”. “I danni al patrimonio culturale, ad una prima ricognizione, risultano notevoli”.

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