Scala,applausi per “Donna senz’ombra” di Strauss

Dieci minuti di applausi alla Scala di Milano per “Die Frau ohne Schatten” (La donna senz’ombra) di Richard Strauss, nella nuova produzione del teatro milanese diretta da Marc Albrecht con la regia di Claus Guth.  

Applausi intensi e grida di “bravi” per tutta la compagnia di canto, soprattutto per la protagonista nel ruolo del titolo, Emily Magee, e per l’interprete del tintore Barak, Falk Strucckmann; ma anche per Johan Botha (l’imperatore), Michaela Schuster (la nutrice), Elena Pankratova (moglie di Barak), e per tutti gli altri, compreso il coro della Scala uscito al proscenio insieme al maestro Bruno Casoni.   

Il pubblico si è diviso solo sul regista: quando Claus Guth è uscito al proscenio tra gli applausi generali si sono sentiti alcuni “buu!” provenire dal loggione. Nel complesso però lo spettacolo ha avuto un forte gradimento da parte del pubblico.

Favola moralistica carica di simbologie e dalla trama molto complicata scritta dal poeta/librettista Hugo von Hofmannsthal, la Donna senz’ombra ha visto la luce subito dopo la prima guerra mondiale, nel 1919.

Il regista Guth e lo scenografo Christian Schmidt (anche autore dei costumi primo Novecento) le hanno tolto ogni orpello figurativo legato alle fiabe tradizionali, ma hanno mantenuto e in qualche misura accentuato la simbologia.

L’impianto scenico è in parte lo stesso per tutta l’opera e corrisponde a un ambiente curvilineo, semplice e severo (alte pareti color legno scuro), che all’inizio corrisponde alla camera da letto dell’imperatrice, ma che cambia continuamente grazie alla parete di fondo che, ruotando su se stessa, da’ origine a differenti luoghi, fino a rendere anche la cattedrale rocciosa dove si rompe l’incantesimo.   

Perché di incantesimo si tratta: l’imperatrice è una fanciulla-fata conquistata dall’imperatore durante la caccia poiche’ aveva l’aspetto di una gazzella, tanto che il regista racconta questa vicenda facendo comparire sulla scena un suo “doppio” con la testa di gazzella. Il problema è che la ragazza, che non ha natura umana, non proietta l’ombra, altro simbolo per affermare che non può avere figli.   

E come in ogni fiaba che si rispetti c’è la presenza del male, impersonato dalla nutrice inviata dal padre della giovane, il re degli Spiriti, per riportarla nel suo mondo. Costei la convince che se non riuscira’ ad avere l’ombra, il suo amato verrà pietrificato. E trama per farsi vendere l’ombra dalla moglie di Barak, il tintore. Promesse di una vita facile e lussuosa paiono convincere la donna che però alla fine comprende l’errore e cerca di evitare la rovina della sua famiglia.

 Lo comprende anche la protagonista che resiste a ogni tentazione e rinuncia all’ombra se per averla deve fare del male ad altri. E’ la decisione che le dona umanità e rompe l’incantesimo: l’imperatrice avrà l’ombra e il suo amato, e pure l’altra coppia ritroverà l’unione.

     BRA

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