Bologna, progetto su cataloghi di Federico Zeri

E’ stato presentato a Bologna un progetto di catalogazione per la più ampia collezione italiana di cataloghi d’asta, composta da circa 37 mila pezzi, posseduta dalla biblioteca della Fondazione “Federico Zeri”. La raccolta dello studioso scomparso comprende cataloghi italiani e stranieri suddivisi per nazionalità e data di vendita. In tutte le sezioni sono presenti in grande numero, a fianco delle principali case d’asta, anche realtà minori e di difficile reperimento. 

L’avvio del progetto, reso possibile grazie a un contributo di 50mila euro della Regione Emilia-Romagna che consentirà la catalogazione dei primi 12mila volumi, è stato presentato nella sede della Fondazione in Santa Cristina, presenti tra gli altri il rettore dell’Università Ivano Dionigi, il direttore della “Federico Zeri” Anna Ottani Cavina e Alessandro Zucchini, direttore dell’Istituto beni artistici, culturali e naturali dell’Emilia-Romagna. L’Ibacn affiancherà la Fondazione Zeri in ogni fase del lavoro come referente scientifico, soprattutto per la catalogazione in SBN.

Il progetto di catalogazione presentato dalla Fondazione Federico Zeri renderà il Polo bolognese il punto di riferimento per questa tipologia di materiale e arricchirà il patrimonio bibliografico nazionale con un fondo unico nel suo genere. Permetterà, inoltre, di riunire il lascito di Zeri e di offrire agli studiosi uno strumento di ricerca che si integra perfettamente con la Fototeca dello studioso.

L’importanza della raccolta e l’interesse di studiosi italiani e stranieri per questo materiale ne rendono prioritaria la catalogazione per garantirne la consultazione.

Consistenza e caratteristiche della collezione
Da una mappatura delle principali istituzioni storico-artistiche e biblioteche italiane e straniere presenti in territorio italiano è emersa l’assoluta preminenza della collezione di cataloghi d’asta di Zeri. Tra i nuclei più rilevanti si segnalano: cataloghi inglesi, compresi tra il 1910 e il 1998; francesi, a partire dal 1879; italiani, a partire dal 1880; tedeschi, dal 1879 (con un elevato numero di cataloghi ottocenteschi). Le case d’asta presenti in questa sezione sono principalmente Sotheby’s e Christie’s, ma non mancano pubblicazioni di case di vendita meno note.

Segue il nucleo di cataloghi francesi, datati dal 1879 al 1998, relativi a Drouot, Petit, Charpentier, e i volumi di case d’asta italiane, soprattutto Finarte, Semenzato e Pandolfini, dal 1880 al 1998. A questi si aggiungono i cataloghi di numerosi paesi europei e americani, quali Austria, Svezia, Olanda, Portogallo, Ungheria, Argentina e Stati Uniti, nonché altri nuclei organizzati per tipologia: pittura inglese, disegno, arti decorative, arte moderna.

Più del 75% delle pubblicazioni risale al periodo 1960-1998; vi sono tuttavia numerosi rarissimi cataloghi della fine dell’Ottocento e di inizio Novecento che testimoniano le grandi dispersioni avvenute nei primi decenni del secolo, che permettono di conoscere la storia di importanti collezioni oggi smembrate.

A seguito di un’indagine comparata si rileva che, rispetto alle collezioni dei più importanti istituti di storia dell’arte stranieri quali la Frick Art Reference Library di New York o di istituzioni analoghe presenti in Italia come il Kunsthistorisches Institut, la Fondazione Berenson, la Fondazione Longhi, gli Uffizi, la collezione Zeri raccoglie un numero rilevante di cataloghi dedicati alle arti decorative e una vasta rappresentanza di case d’asta sia italiane che straniere non presenti in quelle biblioteche.

Il progetto di catalogazione
Come per il resto della Biblioteca Zeri, i cataloghi d’asta verranno schedati nel catalogo del Polo SBN unificato bolognese, con software Sebina Open Library (SOL) per consentire la più ampia ricercabilità.

Al termine della catalogazione, i principali dati degli esemplari descritti verranno riversati in un database specifico, consultabile online dal sito della Fondazione Federico Zeri, che consentirà di ricercare con una formula standardizzata la data, il luogo e il codice dell’asta, secondo quanto avviene nei principali cataloghi internazionali che trattano questa tipologia di materiale.

In aggiunta, grazie alla ricchezza di dati presenti nel database della Fototeca Zeri, i cataloghi verranno messi in relazione alle fotografie dell’archivio di Zeri, che documentano le opere vendute. Lo studioso riportava, infatti, sul verso delle fotografie le informazioni relative ai passaggi sul mercato antiquario delle singole opere d’arte. Questi elementi, presenti e ricercabili nel database della Fototeca Zeri, sono facilmente collegabili alla descrizione dei cataloghi d’asta del nuovo catalogo.

Così facendo, il sistema integrato di dati tra Fototeca e Biblioteca consentirà di corredare ogni catalogo di un apparato iconografico immediatamente disponibile, di aggiungere nuove e importanti informazioni sui singoli lotti venduti e di ricostruire i percorsi delle opere d’arte, attraverso i nomi dei collezionisti e i successivi passaggi antiquariali.

Questo nuovo database si propone come strumento utile per la ricostruzione del patrimonio italiano disperso e per tracciare la storia del collezionismo, soprattutto novecentesco, in parte ancora da approfondire. Poiché coniuga standard catalografici nazionali e internazionali, potrebbe configurarsi come sistema pilota per le istituzioni italiane che intendono avviare la catalogazione di nuclei analoghi e offrire un sistema di scambio con quelle straniere che hanno già progetti simili.

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