Google Art Project porta più gente nei musei

Google Art Project non è una minaccia per l’arte, anzi. Il servizio lanciato da Google lo scorso febbraio, che permette di visitare virtualmente alcuni tra i musei più belli del mondo e di crearsi una propria “personale collezione”, espande la possibilità di conoscenza senza sopperire all’esigenza di toccare l’arte con mano. E infatti non ha svuotato i musei. Anzi, ha persino contribuito all’aumento dei visitatori e degli incassi.

Tra i più assidui navigatori ci sono gli italiani (e non potrebbe essere altrimenti visto che siamo un popolo siffatto oltre a santi e poeti) che sono i maggiori utenti di Art Project dopo gli statunitensi. La sezione Uffizi ad esempio è stata visitata virtualmente da oltre 1 milione e mezzo di persone.

Questo dato testimonia “la crescente richiesta di arte e cultura del nostro popolo”, spiega Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del Patrimonio Culturale presso il ministero dei Beni Culturali, in occasione della presentazione di Art Project a Roma, presso la Galleria Nazionale di Arte antica di Palazzo Barberini.

Il MiBac partecipa a Google Art Project con la Galleria degli Uffizi e con La Nascita di Venere, fotografato in giga pixel permettendone così una visione fino ai più piccoli particolari, ma anche con luoghi di grande interesse come il Ponte Vecchio a Firenze e il Colosseo.

“Sono orgoglioso di aver contribuito, in collaborazione con la soprintendente degli Uffizi, Cristina Acidini, al successo di Google Art Project, attraverso la digitalizzazione della Galleria degli Uffizi”, aggiunge Resca. “Mi preme comunicare che, dalla data del lancio di Google Art Project, sono cresciuti sia gli incassi sia i visitatori degli Uffizi – sottolinea – a conferma di quanto ho sempre pensato: la visita virtuale non sostituisce quella reale, ma al contrario la incoraggia e la stimola”.

A febbraio 2010, data del suo debutto, il servizio ha totalizzato 10 milioni di contatti in sette giorni e la creazione di più di 70 mila gallerie “private”. Oltre 1061 opere in alta risoluzione disponibili su Internet, 17 in gigapixel, una per ogni museo. 

Tra gli aderenti attualmente ci sono il MoMA e il Metropolitan Museum (Usa), gli Uffizi, Tate Britain di Londra, l’Hermitage (Russia), la National Gallery di Londra, l’Altes National (Germania), il Thyssen e il Reina Sofia (Spagna), Versailles (Francia) e molti altri.

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