Roma, fontana danneggiata da un vandalo in Piazza Navona: i soliti imbecilli vanno puniti

I soliti imbecilli hanno colpito ancora. E’ facile prendersela con una fontana di marmo che sta lì, inerme, e che solo un malato di mente può pensare di volerne cor-rompere la bellezza. E’ inspiegabile come la demenza e la frustrazione, o magari semplicemente la noia, possano portare un individuo a deturpare un’opera d’arte con un gesto da peggiore guerriglia urbana come il lancio di un sampietrino.

Nella Città eterna le opere d’arte sono ovunque, ad ogni via, ad ogni angolo del centro. Impossibile difenderle tutte, ci vorrebbe un esercito dei tempi di Alessandro Magno per fare da guardia a statue, palazzi, fontane, chiese e altri monumenti. La gente le ama, le fotografa, alcuni non ci fanno neanche caso, ma loro sono lì, immobili, mute, fanno parte da secoli dello splendido e unico del paesaggio urbano, ammirato in tutto il mondo.

Alcuni a volte si avvicinano anche troppo: basti pensare alla fontana del Barcaccia di piazza di Spagna, già presa di mira dai vandali in passato e meta dei continui pellegrinaggi fotografici troppo ravvicinati dei turisti. Così come il colonnato del Bernini in piazza San Pietro, la fontana di Trevi (letteralmente invasa dai turisti d’estate e obiettivo fin troppo facile degli squilibrati) le statue di ponte Sant’Angelo, il Colosseo o altre opere a cielo aperto che stanno lì, impassibili, a vegliare come sentinelle su Roma.

Troppi gli episodi di questo tipo che hanno messo più volte a repentaglio fontane e statue. A volte anche solo dai turisti che vi facevano il bagno per rinfrescarsi. No comment.

Giusto un anno fa il Sovrintendente ai Beni culturali di Roma Umberto Broccoli, dopo l’ennesimo tentativo di bagno nella vasca
del Moro – la stessa danneggiata l’altra notte – invitò pubblicamente i turisti ad “andare al mare” per rinfrescarsi.

Allora l’intervento tempestivo dei vigili urbani evitò danni al monumento.  Quelli erano solo turisti cafoni (non la maggior parte per fortuna, anche se un buon gruppo c’è sempre). Più volte bersagliata dai vandali è stata invece la fontana dei Fiumi (o dei Quattro Fiumi), posta al centro di piazza Navona, opera integrale del Bernini. 

Nel 1997 l’episodio più grave: un uomo si tuffò nella vasca usando come trampolino la coda di uno dei mostri marini raffigurati, che si spezzò. All’estremità nord di piazza Navona si trova infine la fontana del Tritone (o del Nettuno), anch’essa realizzata da Della Porta. A gennaio del ’98 venne sfregiato un dito di una scultura.

A luglio 2008 si pensò a un altro atto vandalico, ma la zampa di un cavallo era stata in realtà tolta per restauri. Oltre agli atti vandalici le tre Fontane sono state spesso usate come palcoscenico delle proteste di senzacasa, disoccupati o persone con problemi psichici. Negli anni le misure di sorveglianza sono aumentate, ma non fino ad azzerare i rischi.

L’unica consolazione è che la maggior parte delle statue della fontana del Moro di piazza Navona, realizzata da Giovan Antonio Mari nel 1654 su bozzetto di Gian Lorenzo Bernini, commissionata dalla cognata di Innocenzo X, Olimpia Maidalchini per dare ideale completamento al bacino polilobato di Giacomo della Porta, fatto posare nella piazza dal Pontefice Gregorio XIII nel 1576, sono delle copie degli originali oggi posti in alcune fontane del giardino di Villa Borghese. Tra queste anche quella danneggiata l’altra notte. Ma è una magra consolazione. Meglio sarebbe punire seveamente chi compie queste devastazioni. Punirne uno per educarne cento.

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