Beni culturali, Galan: “Ecco la mia rivoluzione”

Pompei, il Colosseo, gli enti lirici. Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, in una intervista a Panorama, fa il punto su quella che definisce la sua “rivoluzione liberale” e spiega: “Il passo d’inizio è stato ristabilire il primato della politica. Qui c’è una burocrazia di altissimo livello, che punta a dominare tutto, forte della sua competenza. Purtroppo, però, resiste pure una forma mentis assai conservatrice. E c’è pochissima coesione, non si fa squadra. Io lavoro per crearla, la squadra, a costo di scontrarmi con gli apparati”.

Quanto ai sovrintendenti, rileva Galan: “A fronte di stipendi da fame, hanno grandi motivazioni personali e una eccellente preparazione culturale. E però li vorrei più manager: non sanno fare i bandi, non riescono a spendere i fondi Ue, spesso dicono ‘no’ a prescindere. Invece i sovrintendenti devono essere capaci di accompagnare i sì. Certo: anche tra loro ci sono i fuoriclasse e quelli scarsi. Comunque, al contrario di Vittorio Sgarbi, non li considero miei dipendenti. Anzi, li ringrazio”.

Rispetto a Pompei – sottolinea il ministro – “per dirne una, c’è un solo ristoro in 60 ettari. La verità è che l’Unesco era venuta per togliere al sito l’etichetta di patrimonio dell’umanità, e non l’ha fatto. Sono previsti comunque 80 milioni per la manutenzione straordinaria e l’assunzione di circa 30 persone. Lo rivendico: a Pompei ho fornito tutte le condizioni possibili per la rinascita”.

I bilanci degli enti lirici “sono più o meno in ordine, ciononostante – sostiene Galan – un nuovo regolamento è più che mai opportuno. Una sinergia tra i vari teatri pure. Così come la fine di certi sindacalismi assurdi, quelli che garantiscono, per esempio, l’indennità di frac. Intanto abbiamo stabilizzato il Fondo unico per lo spettacolo: è già un buon risultato”.

Arcus, la società per lo sviluppo dell’arte, “è un’opportunità. A patto, però – afferma Galan – di rivedere i contributi a pioggia. Arcus dovrebbe finanziare dieci interventi, non 380. E’ vero, le pressioni della politica sono pesantissime. Ma noi siamo stati votati proprio per fare la rivoluzione liberale, anche nei Beni culturali”.

Così, dopo l’opportuna consultazione con “un paio di colleghi ministri”, partirà l’iniziativa “Adotta un monumento“: “Posso anticipare che è un progetto pilota per scuole, centri per anziani e associazioni locali. Insomma, per tutti i gruppi sociali che vogliano occuparsi concretamente di un singolo sito culturale, piccolo o grande che sia”.

Quanto alla carenza di fondi, Galan rileva: “Questa è soltanto una scusa per non fare. Si sostiene che il ministero non ha soldi, però 600 milioni di stanziamenti residui non vengono spesi”. In questo quadro la fiscalità di vantaggio “è un concetto persino scontato, in Italia ancora di più: alle imprese che sostengono grandi progetti culturali bisogna concedere benefici fiscali. La nostra ricchezza culturale va intesa anche come business, lo confermano gli sponsor
internazionali che ho alle porte. Certo, già otto ministri si sono spesi su un disegno di legge simile, lo sto facendo anch’io. Provarci almeno è un dovere. Io ho già lasciato ai posteri il 5 per mille. Mi ci gioco la faccia, ma sono sicuro che gli italiani lo destineranno in massa ai beni culturali. Tuttavia, per indole guardo sempre avanti: vorrei che i musei
italiani diventassero i più belli del mondo. In particolare gli Uffizi di Firenze. Ci sto lavorando. Un giorno, a fronte di una donazione per un restauro, si otterrà il diritto di una targhetta ricordo sul monumento. Pompei è perfetta per questo”.

Infine, le polemiche attorno al Colosseo: i metal detector “sono stati disattivati due anni fa, lunghe file congestionavano l’area, creando problemi di sicurezza. L’ordine pubblico, paradossalmente, peggiorava. Ma oggi siamo vicini a un importante bando per la riqualificazione del Colosseo, reso possibile dal mecenatismo di Diego Della Valle. Rendiamolo un’opportunità. Avviamo con il Comune di Roma un piano per la sicurezza che coinvolga anche l’area circostante, degradata e invasa da venditori ambulanti, guide abusive e finti centurioni; tutte figure che certo non valorizzano l’anfiteatro”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...