Manovra, e se vendessimo il Colosseo? Il brand vale 91 mld. Proposta per combattere la crisi

Un’idea per risolvere la crisi che colpisce l’Italia. Al posto di manovre “lacrime e sangue” che tartassano fino allo sfinimento gli italiani e il famigerato “ceto medio” perché non vendere ai privati uno dei nostri monumenti? Se non proprio tutta l’opera in marmo o mattoni, almeno il brand. Quello del Colosseo, ad esempio, che vale ben 91 miliardi di euro.

Oltre ai tanti soldi dati alle casse dello Stato per ripianare l’immane debito pubblico che grava su noi e sui posteri, i privati potrebbero anche migliorare  la gestione turistica dello stesso anfiteatro Flavio, simbolo della gens italica ed ex scena di spettacolo e tortura per i primi cristiani.

Se non fosse il Colosseo, ci sarebbe il Duomo di Milano, il cui brand vale 82 miliardi di euro.

I dati sul valore dei marchi dei monumenti e luoghi paesaggistici italiani sono stati resi noti dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza – a partire da Anholt Brand Index, su dati su dati Registro Imprese, Istat, Agenzia del Territorio, Regione Lombardia, Banca d’Italia – relativa al progetto ERI (Economic Reputation Index) sviluppato nel libro “L’importanza di chiamarsi Brand“, edito da Guerini e Associati.

Ma i brand miliardari del Bel Paese non finiscono qui. Se la Finlandia aveva chiesto in garanzia per il “salvataggio” della Grecia i beni di Stato quali l’Acropoli, il Partenone e alcune isole, l’Italia, solo per alcuni paesaggi da cartolina di cui il BelPaese è ricco, potrebbe mettere in campo almeno 20 miliardi di euro. Così è stato stimato, infatti, dall’Ufficio Studi il valore del brand di alcune delle bellezze naturali italiane più note e conosciute al mondo; un valore che non riguarda il patrimonio tangibile ma è legato all’immagine, alla visibilità e alla reputazione a livello internazionale.

In assoluto vince la Toscana con le colline del Chianti: un brand di quasi 4 miliardi di euro. E per fare degli esempi tra le località di mare più conosciute, il brand della costiera amalfitana vale più di 3,5 miliardi di euro, quello della Riviera romagnola, “allungata” fino al verde mare del Conero, 2,3 miliardi di euro, mentre la reputazione economica della Versilia del “Forte” vale quasi 2 miliardi. Così come in circa 2 miliardi è stimato il brand delle Madonie in Sicilia.

Salento e Costa Smeralda se la giocano quasi alla pari, con un valore del brand di quasi 1,5 miliardi. E chi ha scelto di rilassarsi nelle Dolomiti, si gode un paesaggio da 1,1 miliardi di euro. Il marchio della Brianza, (laghi di Clooney compresi), vale 980 milioni di euro e batte le Cinque Terre (725 milioni di euro).

Il valore del brand delle principali bellezze naturalistiche è stato calcolato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza sulla base di alcuni parametri, che prendono in considerazione il valore economico del territorio, la conoscibilità e il flusso di visitatori del territorio stesso, la spesa dei turisti stranieri, le imprese ricettive e il valore medio degli immobili.

Se sono soldi che servono all’Italia, in un particolare momento di crisi come quello che stiamo vivendo, sarebbe meglio darsi una mossa e ingegnarsi, invece che proporre sempre le solite tasse.

F.T.

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