Roma, Premio Letterario Merck Serono: John Barrow e Bruno Arpaia vincono la 9a edizione

Dopo il Premio Strega vinto da Edoardo Nesi con il suo romanzo “Storia della mia gente” (Bompiani) un altro concorso letterario torna a coinvolgere a Roma scrittori, pubblico e critica.

Si tratta del Premio Letterario Merck Serono, giunto alla sua nona edizione, vinto quest’anno dal cosmologo inglese John D. Barrow, con il saggio Le immagini della scienza (Mondadori), e dallo scrittore e giornalista Bruno Arpaia, con il romanzo L’energia del vuoto (Guanda).

Secondo la giuria del Premio, composta da autorevoli rappresentanti del mondo della scienza, della letteratura e del giornalismo, questi autori sono riusciti a compiere quella contaminazione tra cultura scientifica e cultura umanistica che costituisce l’obiettivo primario dell’iniziativa promossa dall’Accademia delle Biotecnologie Merck Serono.

“Sebbene siamo quotidianamente a contatto con i risultati concreti della ricerca scientifica, la scienza è spesso vissuta come qualcosa di altro, di lontano, materia per pochi eletti – spiega Paolo Grillo, Responsabile dell’Accademia delle Biotecnologie Merck Serono ed ideatore del Premio – emerge quindi la necessità di rendere la conoscenza scientifica accessibile a tutti e di stimolare nel pubblico l’interesse ad interrogarsi su temi complessi che sono alla base dello sviluppo, della crescita e del cambiamento nella nostra società. La sfida consiste nel rendere semplici temi e lin-guaggi troppo spesso incompresi o vissuti come distanti, reintegrando quindi la scienza e la percezione che di essa si ha nel quotidiano, come parte naturale della vita dell’uomo”.

Il Premio si è imposto come appuntamento di alto prestigio sia a livello scientifico che culturale. Tra gli autori premiati nelle diverse edizioni ci sono: Mark Haddon (Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Einaudi), Luigi Luca Cavalli Sforza (L’evoluzione della Cultura. Codice Edizioni), Carl Djerassi (Operazione Bour-baki. Di Renzo Editore), Edoardo Boncinelli (L’Anima della Tecnica. Ed. Rcs), Kazuo Ishiguro (Non lasciarmi. Einaudi), Guido Barbujani (L’invenzione delle razze. Ed. Bompiani), Hans Magnus Enzensberger (Il mago dei numeri. Einaudi), Paolo Giordano (La solitudine dei numeri primi. Mondadori), Stefan Merril Block (Io non ricordo. Neri Pozza), Gianni Bonadonna e Giangiacomo Schiavi (Medici umani, pazienti guerrieri. Baldini Castoldi Dalai), Edward O. Wilson (La creazione. Adelphi), Gabriele Milanesi (I geni altruisti, Mondadori).

La cerimonia di premiazione del nono Premio Letterario si terrà mercoledì 13 luglio alle ore 19 a Roma, a Villa Miani, alla presenza di autorevoli esponenti del mondo scientifico e letterario.

Altre informazioni sul sito www.premioletterariomerckserono.it

Chi sono i vincitori del 9° Premio Letterario Merck Serono
John D. Barrow, è uno dei più grandi cosmologi contemporanei. Teorico dell’esistenza di altri universi, nel 2006 è stato insignito del Premio Templeton per i suoi scritti sulla relazione tra la vita e l’universo, e sulla natura della consapevolezza umana, con i quali ha prodotto nuove prospettive sulle questioni centrali riguardo alla scienza e alla religione. Le immagini della scienza (Mondadori) è un libro meraviglioso, un esempio di divulgazione scientifica di altissimo livello, che dimostra che scienza e umanesimo non sono saperi che procedono indipendentemente e all’insaputa l’uno dell’altro. Barrow sfata il pregiudizio secondo il quale la scienza è una forma di sapere molto formalizzabile, ma poco visualizzabile, isolando singole immagini che hanno caratterizzato in maniera visiva un’idea o un risultato, e sono diventate icone di una particolare disciplina scientifica in un particolare momento storico. Di ogni immagine Barrow racconta la storia che ne illumina l’origine e il significato. Ogni narrazione costituisce un capitolo a sé stante, che si può leggere indipendentemente dagli altri, anche se l’opera nella sua interezza ripercorre l’intera storia scientifica, dalle prime osservazioni dell’antichità alle ultime ricerche della contemporaneità.

Bruno Arpaia, è giornalista, scrittore e traduttore, critico letterario, fine conoscitore della letteratu-ra spagnola e latinoamericana. Con il suo L’energia del vuoto, l’autore apre una breccia nel mondo remoto della ricerca scientifica di punta, e riesce a raccontarcene un po’ della magia. I personaggi del romanzo sono persone comuni, ma l’eccitazione per la scienza in cui sono immersi dà alla lettura un respiro da grande romanzo di avventura. Lo scrittore rivela che ciò che è interessante nella scienza non è soltanto quello che abbiamo imparato, ma anche le domande aperte, le confusioni, la sorpresa di scoprire che le nostre idee sul mondo possono essere sbagliate, l’ansia di voler capire di più, le ore di attesa, le notti passate a fare conti che il più delle volte non portano a nulla. Il romanzo si apre citando il grande fisico ungherese Isidor Rabi: “È un vero peccato che il grande pubblico non abbia alcuna possibilità di farsi un’idea della grande eccitazione intellettuale ed emo-tiva che accompagna le ricerche nei campi più avanzati della fisica”. Ebbene, Arpaia raccoglie quest’osservazione di Rabi come fosse una sfida, e si cimenta, con successo, nel raccontare l’emozione delle idee messe alla prova della realtà.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...