Spoleto, “Piscio d’artista” su Vittorio Sgarbi Marina Ripa di Meana lo colpisce con la sua pipì

Eccezionale fuoriprogramma a Palazzo Racani Arroni durante il Festival di Spoleto. Marina Ripa di Meana ha rovesciato addosso a Vittorio Sgarbi della pipì contenuta in un barattolo di vetro con sopra l’etichetta “Piscio d’artista“. “Spero fosse acqua”, ha commentato laconico il critico d’arte dopo il gesto e la sfuriata con l’amica-nemica.

Sgarbi, che è stato bagnato di sorpresa sulla parte superiore sinistra della camicia mentre stava facendo un’intervista, si è poi messo a petto nudo nel tentativo di farla asciugare e come sempre non ha perso l’occasione di mettersi in mostra.

A sedare gli animi è intervenuto il dott. Salvo Nugnes, manager di entrambi i personaggi.

Clicca e guarda il video della performance

“E’ stata una performance molto riuscita”, dice Marina, spiegando che il motivo della sua iniziativa è stata una “vera e propria operazione di censura” da parte del critico d’arte.

Sgarbi stava presentando a Spoleto il Padiglione Italia della Biennale di Venezia con gli artisti umbri, ma – racconta raggiunto poco dopo dall’Ansa – “mi sono dovuto cambiare camicia e pantaloni. Marina Ripa di Meana era arrivata alla mostra di Spoleto che stavo inaugurando e, per far vedere che esisteva, mi ha portato un barattolo che invece di ‘merda di artista’ (celeberrima opera di Piero Manzoni,ndr.) conteneva, secondo lei, ‘piscio d’artista’. Me l’ha versato addosso, spero fosse acqua. L’ho mandata al diavolo. Evidentemente non riesce più a fare nulla di originale, è stato un gesto per fare la spiritosa”.

Sgarbi racconta che la Ripa di Meana “voleva essere anche lei una presentatrice alla Biennale. Sono stato gentilissimo con lei e con il marito, questa è la ricompensa”. E conclude: “Il mio compatimento nei suoi confronti è stato immediato. E’ stata una forma di infantilismo senile”.

Marina Ripa di Meana a caldo spiega: “Sgarbi ha fatto un vero sgarbo. Ha scelto fra i vari intellettuali che dovevano scegliere gli artisti del Padiglione Italia della Biennale Carlo Ripa di Meana, mio marito, che a sua volta ha scelto un noto fotografo, Lorenzo Cappellini, il quale ha messo come opera 4 passaggi della sua vita. Tra questi c’era una foto con me, Carlo e Moravia. Lui l’ha tolta dicendo ‘non frega più niente a nessuno, sono dei vecchi rincoglioniti’ e che la doveva togliere. Cosa che ovviamente l’artista ha fatto”.

“Per settimane – continua Ripa di Meana – ci siamo appellati a Sgarbi perché ci ripensasse. Non è da lui fare il censore. Lo spazio è rimasto vuoto. Abbiamo pregato, telefonato, scritto lettere. Lui ha detto che doveva tornare con un’altra opera. Ma ha usato il termine ‘vecchi rincoglioniti’. Così ho versato della pipì in un vasetto prezioso con scritto sopra ‘Piscio d’artista’, firmato da me. Purtroppo il vasetto è andato in frantumi, Sgarbi l’ha buttato per terra. Lui urlava come un pazzo, mentre io gli dicevo ‘è piscio d’artista, d’artista… ecco cosa fanno i vecchi rincoglioniti”.

Forse la Biennale non merita i “vecchi rincoglioniti”, ma questa performance rimarrà negli annali. Chissà se dopo la “Merda d’artista” di Piero Manzoni, il “Piscio d’artista” di Marina Ripa di Meana avrà la stessa fortuna.

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