Torino, dopo il flop di Aida il Nabucco si salva 600 gli artisti sul palco per l’opera colossale

Il flop dello stadio San Siro di Milano con Aida “colossale” stavolta non si è ripetuto. Almeno non in toto. La rappresentazione in versione kolossal del Nabucco di Giuseppe Verdi allo stadio Olimpico di Torino, organizzato da “Opera colossale” di Loretta Braschisembra avere riscosso più successo rispetto alla prima disastrosa messa in scena.

Certo, siamo sempre critici sull’allestimento delle opere in contesti “da stadio”: un conto è assistere alla lirica all’Arena di Verona, un altro è stare in mezzo ai tubi e agli spalti di uno stadio dei nostri giorni con un’audio difficile da calibrare e altre varie criticità. Insomma, di certo l’Olimpico e il Meazza sono più adatti a Vasco Rossi o a un musical piuttosto che a un’opera lirica.

Tuttavia a Torino c’erano oltre 13mila persone ad assistere allo spettacolo allestito per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia dalla Lb-Klassik, con le musiche dell’Orchestra del Festival Puccini di Torre del Lago e la Sinfonica Sinfolario di Lecco dirette dal maestro Alberto Veronesi, figlio dell’oncologo Umberto e direttore musicale del Teatro Petruzzelli di Bari.

E’ stata dunque un’edizione kolossal, con 600 tra attori, tecnici e comparse (a differenza di quelli presenti sul palco dell’Aida e spariti misteriosamente dopo la pioggia), un gigantesco palcoscenico di 1.250 metri quadrati e scenografie imponenti.

In platea tra gli altri, il dottor Umberto Veronesi (presente anche alla rappresentazione di Milano, compromessa dalla grandine e da carenze organizzative che hanno fatto infuriare gli spettatori), l’assessore comunale alla Cultura, Maurizio Braccialarghe, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, il Procuratore Capo di Torino, Giancarlo Caselli, e il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo.

Dopo Torino ora lo spettacolo andrà in tournée. “Nella mia vita ho portato in scena questo titolo 1.270 volte — racconta l’organizzatrice a La Repubblica — soprattutto nel nord Europa, dove amano moltissimo le opere corali”.  

Come sempre ringraziamo i nostri lettori per i preziosi commenti che aiutano a capire i diversi punti di vista e le impressioni su questo spettacolo.

Clicca e leggi l’articolo sull’Aida flop

Clicca e leggi l’intervista all’organizzatrice 

12 pensieri su “Torino, dopo il flop di Aida il Nabucco si salva 600 gli artisti sul palco per l’opera colossale

  1. il nabucco in versione colossale è stato un disastro organizzativo: inizio con 40 minuti di ritardo attesa di 30 minuti tra la 3 e 4 parte forfet del coro che all’ultimo è stato sostituito sostituzione di Caruso che ha deciso di rinunciare ect attesa di 30 minuti per entrare in platea in quanto le sedie nel pomeriggio non erano ancora state asciugate dalla pioggia della mattina. Pochi applausi e fischi per i ritardi. il tutto per 120 euro! altro che successo

  2. Successo??!!! E’ stato un flop colossale e un autentico furto per il pubblico. Ho assisti in curva nord, niente applausi solo fischi. Dopo 40 minuti di ritardo, ben 15 minuti di ringraziamenti della direttrice ai politici vari, non un solo cenno al pubblico al pubblico che ha speso in tribuna est/ovest, 80euro per una visiale nulla e un audio pessimo.
    Logisticamente inaccettabile disporre il palco a 200m di distanza da curva e tribune, solo per ricavare qualche euro in più dalla vendita di ulteriori posti in tribune. Spettacolo inziato con 45 minuti di ritardo, metà pubblico abbandona dopo il terzo atto esausta e disperata, per una qualità pessima.
    non si può portare la lirica alla stadio a quei prezzi e in quei modi. Assolutamente sconsigliato a chiunque. Nulla da dire agli attori (impossibile vederli) e cantanti (impossibile sentirli, distorsione audioe e rimbombo).
    Spettacolo a solo fine commerciali, amore per opera e lirica nullo. Direi disastro colossale, altro che successo!

  3. Sono d’accordo su quasi tutto, solo l’orchestra e la soprano si sono salvati.
    La cosa più inaccettabile sono state le attese: 40 minuti all’inizio e circa 45 minuti tra il 2 e il terzo atto!!!

  4. Capisco le difficoltà dell’opera all’aperto ma il coro (che probabilmente non aveva il ritorno audio dell’orchestra, oltre che aver provato poco) era appena decente.La Theodossiou con un disperato bisogno di una mentina per la gola. La scenografia pareva un mesh up di pezzi avanzati dal presepe e una brutta copia della porta di Ishtar, sono un po’ stanco di dire “eh vabbè poteva andare peggio” per 105 euro mi aspettavo qualcosa di decisamente meglio.

  5. Da spettatore senza eccessive pretese tendo a dare un voto di risicata sufficienza, o forse anche no, un pelo meno! Le ragioni sono essenzialemente quelle degli amici che gia’ hanno commentato, con un paio di aggiunte:
    A FAVORE – acustica e amplificazione accettabili nel contesto dello stadio (se voglio altro, vado a teatro, non all’aria aperta)
    CONTRO – lasciare meta’ campo di calcio vuoto tra la curva e la platea ha ucciso l’insieme: buttare al vento la possibilita’ di un pubblico compatto ed un palco piu’ a portata di tutti per qualche biglietto in piu’, perlaltro invenduto, mi e’ parsa una inutile pitoccheria
    Tralascio gli sproloqui della svizzerotta e l’interminabile intervallo che meritano solo la cronaca e nessun ulteriore commento

  6. Tutte le critiche fanno crescere quindi ok e sicuramente il disagio che gli spettatori hanno subito è stato molto, i costi dei biglietti ma tante erano le possibilità e i ritardi sono i motivi di disappunto di così sprezzanti pareri, ma c’ero anch’io come umile comparsa e vi dico che anche noi tutti abbiamo subito i contrattempi e la disorganizzazione ( solo per rendervi partecipi non ci è stata fornita il giorno dello spettacolo neanche una bottiglietta d’acqua ), ma che si parli della GRANDISSIMA THEODOSSIUS bisognosa di ” mentina”, o del coro appena decente, e dei musicisti soli all’altezza beh mi pare veramente eccessivo ,probabilmente colpa dell’acustica, io che ero sul palco e che sono un’appassionata vi dico GRANDI e grazie sono molto lusingata di aver avuto l’occasione di condividere il palco del Nabucco con VOCI così GRANDI!
    Se l’organizzazione è mancata quasi completamente (VI GARANTISCO noi l’abbiamo vissuto in prima persona ) e se questo ha determinato il malcontento del pubblico , chi c’era ha dato il meglio , certo è facile salvare la faccia e “lasciare il palco ” il giorno prima dello spettacolo o addirittura al momento della prova generale, ma non lo è stato per chi invece è rimasto o ha sostituito cercando abilmente di salvare lo spettacolo a poche ore che lo stesso avesse inizio;quindi grazie a tutti, alle sarte che si sono prodigate per adattare i costumi, ai truccatori che, senza ” trucchi ” o quasi ci hanno truccati, ai tecnici agli operai che nonostante tutto e soprattutto il brutto tempo sono riusciti alla fine a permettere che lo spettacolo avesse inizio lavorando fino alle 2 di notte!
    Molte sono state le persone che ho sentito e molte sono state felici di aver potuto assistere al Nabucco in questa occasione!

  7. Nessuno mette in dubbio la professionalità di tutti gli attori e il backstage. Però l’organizzazione è stata a dir poco vergognosa. Errori da tutte le parti, dalla sistemazione del palco, all’impianto video, audio, luci. I prezzi fuori da ogni logica per la qualità del servizio offerto (visuale pessimo o nulla), mipossibile trovare il libretto dell’opera con quello che si era pagato, ma nemmeno era possibile a pagamento, VERGOGNOSO! Organizzazione pessima pure in biglietteria. Lo chiamerei un colossale FLOP! Sconsigliatissimo a tutti, non andateci assolutamente totale fregatura.

  8. Provate a chiedere al 95% di spettatori, quelli che non erano in platea. Il giudizio non potrà che essere unanime. Macchina da soldi, qualità pessima. Sto meditando se chiedere un rimborso ufficiale ma immagino sia impossibile, e come sempre se ne approffitanot. Mi hanno assegnato un posto in tribuna est primo anello, con di fronte un palo delle luci, vista laterale e panchina degli allenatori che coprivano metà palco. Gli sproloqui della direttrice svizzera in commentabili, sarebbe dovuta essere sommersa di fischi a fine spettacolo, chissà come mai nn si è presentata. Vergognoso, mai più alla stadio a vedere la lirica.

  9. I toni troppo trionfalistici “adoperati” dai mass media hanno aumentato le aspettative, andate pressochè deluse, del pubblico presente. Disposizione del Palco orribile a discapito dell’acustica, anche se nessuno “pretendeva” quella di un Teatro! Posizionandolo davanti ai distinti e adoperando tutte le Tribune e parte delle Curve, oltre al prato, avrebbe creato un contesto di pubblico migliore e più raccolto, evitando di assistere a spazi desolatamente vuoti a macchia di leopardo e con un’acustica sicuramente migliore. Intollerabile ritardo iniziale, quanto quello “incomprensibile” prima dell’Atto conclusivo. Questa pseudo Organizzazione (svizzera), ha molte colpe, non ultima quella del costo del biglietto assolutamente eccessivo a fronte delle lacune emerse. Bravi i solisti con il soprano greco decisamente all’altezza del ruolo, bravo il Coro, (sostituito all’ultimo…), mentre il Direttore d’Orchestra in certi frangenti, parso poco Verdiano, a livello d’interpretazione non mi ha convinto.

  10. Condivido pienamente quanto detto, capisco le difficoltà nell’organizzare un evento del genere ma o si è all’altezza o si lascia perdere. Segnalo un aspetto davvero pietoso che non è stato considerato: i quotidiani principali tra cui La Stampa e Repubblica hanno vergognosamente chiosato sull’argomento non riportando l’insuccesso e l’insoddisfazione che ne è derivata, non ho trovato un articolo neanche in rete se non il Vostro e qualche cenno marginale! Che si volesse sorvolare sull’evento deludente mascherandosi dietro un “siamo tutti amici, w i 150 anni dell’Italia”? Tutto questo ha il sapore dei ben noti e squallidi magheggi politici che con l’opera e la lirica hanno poco a che fare.
    Sinceri complimenti alla soprano ed un grazie per questo spazio.
    Fabrizio

  11. Ho trovato quanto mai indicente l’organizzazione. Non posso giudicare il coro, le singole voci e l’orchestra perche’ l’acustica era a dir poco deludente. Credo fermamente nella loro eccezionale bravura ma piu’ “a sentimento” che per oggettiva constatazione.
    Ho dovuto abbandonare all’inizio del terzo atto perche’ in un giorno infrasettimanale stare 1he30 minuti (40 di attesa all’inizio e 45 tra il secondo e il terzo atto) e’ insensato per chi la mattina deve lavorare.
    Mi spiace che nessun giornale abbia scritto concretamente come siano effettivamente andate le cose sostenendo invece che lo spettacolo e’ stato eccezionale.
    Se puo’ far sorridere o far rendere conto quanto sia stato emozionante: vi erano persone letteralmente distese e sonnecchianti negli sgabelli aspettando che finisse lo spettacolo..

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