Milano, Aida: “colossale” solo nel flop

Non tutte le opere riescono col buco, soprattutto se si annunciano come “colossali”.

Di colossali, nell’ “Aida Colossale” in scena allo Stadio Meazza di Milano, ci sono stati soprattutto i disguidi: presentato come “evento musicale dell’anno”‘ e incaricato di aprire l’estate dei grandi concerti a suon di lirica, il capolavoro di Giuseppe Verdi che ha preso vita a San Siro è stato falciato dal maltempo, costellato di problemi tecnici e accolto da uno stadio semi-vuoto.

Diecimila dovevano esser i biglietti venduti in prevendita, secondo le stime dell’organizzazione, ma le presenze effettive apparivano ben di meno, con sedie libere su spalti e parterre, fatta eccezione per il primo anello rosso. Anche nei prezzi c’è stata una corsa al ribasso, con un crollo dai 142 euro massimi dei siti di prevendita, a 60 euro per chi acquistava al momento.

Entrati nello stadio, gli spettatori si sono trovati davanti al campo da calcio ridotto a un acquitrino, su cui poggiava la
scenografia egizia del kolossal che avrebbe dovuto fare invidia all’allestimento dell’Arena di Verona.

A 10 minuti dall’inizio, un annuncio ha comunicato che lo spettacolo sarebbe stato presentato a scena fissa, rinunciando agli effetti speciali: “Il forte temporale e la grandine del pomeriggio hanno danneggiato alcune scene e parte dell’attrezzatura luminotecnica”, ha  recitato l’altoparlante, fra i fischi del pubblico.

Sarà stato il maltempo, ma lo spettacolo è apparso visibilmente sottotono, fra problemi di amplificazione, audio inizialmente traballante, fastidiosi tonfi e continui fruscii ai microfoni. A ciò si aggiungano le difficoltà a raggiungere San Siro con i mezzi pubblici, con spettatori giunti a piedi da piazzale Lotto da una parte e altri stipati su un bus sostitutivo (causa lavori per la metropolitana) dall’altra.

L’applauso più caldo, a ravvivare l’inizio della serata, è andato al direttore d’orchestra, il maestro Alberto Veronesi. Altri più timidi hanno poi intervallato le varie scene, incalzando la soprano greco Dimitra Theodossiou (Aida), il tenore Walter Fraccaro (Radames) e il mezzosprano americano Tichina Vaughn (Amneris) che hanno coraggiosamente portato avanti lo show. Degli eroi, non solo verdiani.

27 pensieri su “Milano, Aida: “colossale” solo nel flop

  1. E’ stato uno spettacolo veramente pietoso per i primi due atti, nel terzo e quarto atto è migliorato l’audio e basta.
    Ci voleva coraggio e rimandare lo spettacolo.
    Purtroppo devo dire “Colossale…….. flop”

    • Rimandare lo spettacolo avrebbe potuto risolvere i problemi legati al maltempo e alle scenografie. Certo esibirsi in quelle condizioni non dev’essere stato facile. Chissà se senza quei problemi sarebbe riuscito veramente…

  2. Non date la colpa al maltempo, per favore. Un allestimento pietoso, da pro-loco (con tutto il rispetto per le pro-loco). Lo stadio è diventato parte del problema: puoi farti trasportare nell’antico Egitto, se dietro le piramidi di cartone vedi le tribune di plastica verde e rossa? Perché quelle luci sempre accese a mostrare i tubi innocenti? Anche i concerti più modesti si svolgono su un palco chiuso su tre lati… Chi è il genio che ha concepito quella scena aperta, dove svetta un tempio già in parte diroccato (al tempo della massima gloria dei Faraoni, pensa un po’…)? Quest’Aida riflette la miseria della gestione dei beni artistici dell’ex ministro Bondi. Miseria si’ ma non nei prezzi (500 euro per quattro posti di parterre, tra la’ltro preacquistati in base ad una mappa che NON corrispondeva alla distribuzione reale dei posti sul prato). E quel povero Amonasro: con quella parruccona grigia e il volto annerito sembrava Fantozzi dopo che ha infilato le dita nella presa elettrica! Altro che pioggia…

    • Siamo del parere che portare le opere fuori dai teatri sia sempre un rischio. Si vuole avvicinare un pubblico più vasto forse, ma così facendo si creano dei veri e propri “mostri”. Ci sono poi spazi e spazi: l’Arena di verona o l’anfiteatro di Taormina sono tutt’altra cosa rispetto alla “casa” del Milan e dell’Inter.

  3. Allestimento Colossale? Ma sanno cosa vuole dire? Al momento dell’ingresso al parterre mi sono reso conto che di colossale non c’era proprio niente. Bastava che chi ha organizzato questo “evento” avesse consultato un professionista di spettacoli pop all’aperto. Che senso ha allestire un’opera lirica con mezzi che risultrebbero poveri per qualsiasi teatro stabile. Se si vuole proporre la lirica allo stadio bisogna usare i mezzi per uno spazio così vasto: schermi che possano mostrare i cantatnti, pur bravi nel disastro generale, agli spettatori sugli spalti, un’amplificazione adeguata. La mia delusione e il mio disappunto credo siano condivisi da altri spettatori presenti alla serata. Sicuramente il maltempo ha inciso solo in minima parte.

    • Sono in tanti a pensarla come lei. Il matempo è una sempre una scusa buona per nascondere altre mancanze. L’opera non è un concerto anche se qualcuno ancora non l’ha capito.

  4. Portare la lirica fuori da un teatro è sempre un rischio. Può riuscire, come all’Arena di Verona o meno, come in questo caso a San Siro. In questo caso gli errori fatti sono stati evidentemente più di uno. E quando il prezzo del biglietto non è di certo economico è giusto lamentarsi. Forse con questo tipo di eventi si cerca di avvicinare all’opera lirica un pubblico più vasto, come se fosse un concerto. E’ un’operazione senz’altro rischiosa, e questo è il risultato.

    • E’ stata un’operazione desolante e fallimentare. Con quei prezzi, poi, anziché avvicinare un pubblico vasto si è finito per allontanarlo. Tanto di cappello ai cantanti e ai maestri dell’orchestra, ai quali si dovrebbe dare un premio per aver mantenuto la concentrazione anche in certi momenti in cui tonfi e clangori metallici avrebbero fatto distrarre chiunque. E’ solo per loro che sono restato fino in fondo, e solo loro ho applaudito di cuore. Grazie signori Artisti, grazie solo a Voi.

      • Concordiamo in toto con il suo commento. Gli artisti, come abbiamo scritto nell’articolo, sono davvero gli unici eroi. Il suo gesto è stato molto apprezzabile.

  5. Concordo con quanto scritto dagli altri partecipanti alla discussione. Vorrei solo aggiungere una considerazione: dove erano i 600 (seicento!!!) artisti sbandierati nelle locandine dello spettacolo? Si erano ridotti anch’essi a causa della pioggia? Oppure dovrei pensare che nonostante le avverse condizioni atmosferiche l’allestimento dello spettacolo aveva delle grosse carenze sin dall’origine? Da ultimo, una considerazione da non esperto sui balletti: ho avuto l’impressione che mancasse in alcuni movimenti la coordinazione del corpo di ballo, impressione confermatami da diversi spettatori a me vicini. Davvero una delusione!

  6. Vorrei invitare tutti gli scontenti e gli… arrabbiati come me a lasciare un messaggio sul sito del Ministero dei Beni Culturali (www.beniculturali.it, sezione “contatti”, poi nella sottosezione “invia un messaggio” scegliere “URP”), che personalmente ritengo il principale responsabile della cattiva riuscita dell’evento. Facciamoci sentire, per favore.

  7. Mi associo al suggerimento. Ecco il mio messaggio lasciato sul sito Ministeriale.
    “Spiace vedere associato il nome del Ministero dei Beni Culturali a un’operazione che definire fallimenbtare è riduttivo. mi riferisco alla Rappresentazione dell’Aida Verdiana all stadio Meazza di Milano. Annunciata come colossale, faceva presagire chissà quale indimenticabile spettacolo e indimenticabile lo stato, ma in negativo. Un plauso ai musicisti e ai cantanti, ma per il resto si è trattato di un allestimento assolutamente al di sotto delle aspettative.
    Mi chiedo come il Ministero possa con tanta leggerezza patrocinare un evento affidato a un oraganizzazione che definirei da pro loco, senza offendere queste ultime. Un allestimento tutt’altro che COLOSSALE.
    Sicuramente a fronte del prezzo del biglietto di parterre acquistato in prevendita e quindi a prezzo intero, lo spettacolo offerto è stato deludente. Mi chiedo cosa avranno apprezzato gli spettatori seduti sulle gradinate del Meazza. La mia lamentela va oltre i disguidi dovuti al temporale che ha preceduto la rappresentzaione.”

  8. E’ vergognoso dover spendere cifre importanti come quelle pretese per accedere allo spettacolo e scoprire poi che l’ allestimento è veramente di basso livello.. tralascio i problemi tecnici ed assolvo soli ed orchestra, ma balletto e coro erano di livello assolutamente insufficiente.

    In particolare il coro mal preparato, quasi mai a tempo, sbilanciato nei registri vocali (AIDA richiede due cori in diversi punti quali il finale del secondo atto) impreciso nelle entrate… insomma un disastro!!!

    Con quei soldi avrei potuto certamente godere di uno spettacolo molto migliore a Verona (dove almeno i coristi sono professionisti)… Milano e i milanesi meritano qualcosa in più…

    • Pienamente d’accordo. Dal suo come dagli altri commenti emerge come questo spettacolo sia stato un flop in tutto e per tutto. Neanche da paragonare con l’Arena di Verona dove oltre ai prezzi più popolari e la maggiore professionalità dello staff, in caso di pioggia o grandine avrebbero senz’altro rimandato lo spettacolo.

  9. Io non ci sono andato poichè ho gia’ lavorato con la persona che ha organizzato questo obbrobrio e so che da lei non potra’ venire mai nulla di buono, artisticamente parlando. Ne tacero’ il nome, ma tra noi cantanti è persona senza alcun credito. Inoltre consiglio di chiedere di lei in Germania. Vedrete cosa vi diranno…..

  10. Idem io ci ho lavorato con la sig.ra… una truffaldina, una raffazzona, una persona gretta e meschina, per fortuna avendoci lavorato so che c****a sarebbe venuta fuori! Ma che permessi, maltempo e imprevisti era tutto previsto eccome! E’ classico suo prendere i soldi delle prevendite e fuggire con la cassa! Era tutto previsto Ha rischiato la denuncia del comune di Milano per inadempienza, quando di inadempiente c’è solo lei! Scarsa educazione e rispetto per chi “collabora” con lei…E’ nel suo stile prevendere i biglietti e far saltare l’opera così lei ha già la liquidità per ingaggiare artisti che vengono truffati da lei e che spesso vengono congedati con un saluto , un sorriso e una “spada tratta” a fine opera! Farebbe meglio a cambiare mestiere e farne uno seriamente chissà magari raccogliere le pesche visto la città da cui viene!

  11. Concordo.
    E’ il suo metodo. Sai quante volte, poi, ha messo il nostro nome in concerti e recite che non si sono fatte oppure si sono fatte con altri, solo per attirare pubblico? Quello che mi stupisce è che ci sia ancora gente che da credito a questa incapace e disonesta. Pare che, per intrallazzi suoi, abbia addirittura avuto lo stadio gratis…. INQUALIFICABILE

  12. Gentili Carlo Torriani e XXX69, leggo i vostri commenti di persone dell’ambiente e, da spettatore deluso e arrabbiato (anche se quel medesimo weekend ha riservato agli Italiani ben altre gioie…), mi sento ancora più vittima di un imbroglio premeditato. La presa in giro che abbiamo subito (io e molti altri) non mi va proprio giù. Il messaggio elettronico lasciato all’URP del Ministero dei Beni Culturali, manco a dirlo, non ha sortito alcun esito. Non ho alcuna intenzione di fermarmi qui, comincerò oggi stesso a rompere i c……i presso altre sedi: Comune, Provincia, enti lirici ecc ecc. Aspetto qualche suggerimento in proposito da altri scontenti, credo molto nelle azioni congiunte, non fosse altro per evitare che altri in futuro ci ricaschino, o anche per isolare i veri responsabili da chi incolpevolmente si è trovato coinvolto in una brutta operazione commerciale ed ha comunque dato il massimo: sono sempre e solo gli Artisti che, a dispetto di chi vuole unicamente trarre profitto economico, ci regalano impagabile Bellezza.

  13. Stamattina ho scritto sia all’Ufficio Reclami del Comune di Milano che all’Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, ed ho lasciato un post sul Forum cultura del Comune. Invito tutti a fare altrettanto e anche di più, se avete tempo e voglia!

    • Egregio signore Iacomacci, sono uno dei truffati forlivesi che a fine 2011 ha pagato 56 euro per un Nabucco “colossale” mai andato in scena e organizzato dalla famigerata Braschi. La stessa si e’ replicata il 6 luglio a Napoli come a Milano con l’Aida. Sono convinto che siamo di fronte a una truffatrice seriale che dovrebbe andare in galera nella stessa cella di Wanna Marchi! Io ho fatto un esposto alla Gdf sperando che qualche Autorita’ indaghi su questi eventi. Puo’ essere un’idea anche per Lei e per tutti gli altri. Bisogna unirsi ed essere in tanti e forse qualche Pubblico Ministero si prendera’ la briga di indagare. Del resto ricordiamoci che proprio cosi’ sono iniziate le disgrazie giudiziarie di Wanna Marchi.

  14. Dopo le polemiche e i tanti commenti relativi alla messa in scena dell'”Aida colossale” di sabato 11 giugno allo stadio di San Siro a Milano, domani sera contatteremo l’organizzatrice dell’evento, la sig.ra Loretta Braschi che si è resa disponibile per un’intervisa in esclusiva ad Agorà 3000.

    Se avete domande o eventuali altre rimostranze da sottoporle potete commentare l’articolo in home page, qui di seguito, oppure scriverci a info@agora3000 entro le 18 di domani. Ci faremo vostri portavoce. La redazione

  15. Io e il mio ragazzo ci stiamo attivando per far partire una denuncia attraverso le associazioni di difesa dei consumatori, e richiedere il rimborso del biglietto. Vi invito a fare lo stesso.
    Quando è troppo è troppo. Abbiamo fatto dei sacrifici per poter comprare il biglietto dello spettacolo e non abbiamo nessuna intenzione di farci prendere in giro.
    Non c’er nulla che funzionasse, dalle scenografie, ai microfoni, alle luci. Pietoso. Bastava guardare le previsioni del tempo….davano forti temporali. Un organizzatore serio in quelle condizioni avrebbe rimandato lo spettacolo.

    • Gentile Claudia, sono disponibile a fare una denuncia congiunta con richiesta di rimborso tramite le associazioni di consumatori. Uniti forse è meglio.

  16. Vedo che in molti condividono la mia delusione. Mi chiedo come sia possibile che sia stato dato credito a un’organizzazione che nell’ambiente godeva di una così pessima reputazione. Probabilmente anche questa volta il familismo e l’affarismo politico ha prevalso sull’interesse degli spettatori. Mi auguro che i Torinesi siano venuti a conoscenza di quanto accaduto al Meazza ed evitino di condividere la nostra esperienza.

  17. Certo che leggere il nome di istituzioni così importanti legati ad una scenetta fa proprio ridere!!!! ma sarà stato fatto tutto secondo le regole Fiscali e contributive???? oppure le istituzioni avranno “sponsorizzato” un’operazione in Nero??? l’ Agibilità ENPALS per 600 persone….(ballerini, musicisti, tecnici….) qualcuno l’avrà controllata????

  18. Una “nota” diciamo pure patetica.. Lo “spettacolo” di Aida Colossale era il regalo che facevo ai miei genitori ultrasettantenni che ho scomodato dalle Marche proprio per l’evento…
    Dal ring rosso ho visto loro nel parterre prima seduti poi in piedi e discutere, perché qualcuno reclamava il loro posto…nel caos generale, ho scoperto che tribuna e parterre venivano aggregati senza alcun rispetto per la numerazione delle poltrone (leggi sedie in plastica..), cosa che portò ad una confusione senza fine..
    Ma quantomeno, una volta seduti, almeno loro, posizionati sotto le casse, qualcosa devono aver sentito… Da noi lo spettacolo sembrava riprodotto da un grammofono..

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