Mostra “Unespected Israel”, sale la tensione Milano, il sindaco Pisapia per ora fa Ponzio Pilato

Polemiche per la contestata manifestazione “Unespected Israel” che dovrebbe svolgersi la settimana prossima in piazza Duomo a Milano.   L’evento culturale “non sarà spostato ad altra sede, ma si farà a Piazza Duomo, così come stabilito da oltre un anno”, ha detto il presidente della Comunità ebraica di Milano Roberto Jarach citando l’ambasciatore di Israele in Italia Gideon Meir.

Intanto sono circa 1.200 le persone che hanno firmato online l’appello contro l’Esposizione celebrativa delle realizzazioni tecniche e culturali dello Stato ebraico

Si tratta di una mobilitazione che avrà il suo momento culmine in un corteo nazionale fissato per il 18 giugno nel capoluogo lombardo e che prevede una serie di iniziative di ”controinformazione sul vero volto di Israele”, spiega Piero Maestri, uno degli organizzatori della protesta, che giudica l’evento “irritante”.

Al momento il neo sindaco Giuliano Pisapia fa il Ponzio Pilato: “La decisione spetta a Roma”.

Alle domande dei giornalisti su un possibile spostamento della manifestazione “so che stanno decidendo a Roma – ha risposto il primo cittadino – cosa fare rispetto ad un’ipotesi che c’è di trasferimento in altro luogo. Credo che su questo il ministro degli Interni, le forze dell’ordine e il Questore siano i più adatti per ogni decisione sulla base della situazione. Quello che posso dire è che da parte mia – ha concluso – ho sempre creduto in due popoli e due Stati e questo continua ad essere il mio impegno per il futuro”.

La contrarietà all’esposizione viene ribadita nell’appello lanciato da chi vuole boicottare la manifestazione sul web, dove “Unexpected Israel” viene definita “un’operazione da 2,5 milioni di euro che vorrebbe cancellare la memoria della pulizia etnica che ha dato origine alla nascita dello Stato di Israele e che perdura tuttora”. Nel testo, allo Stato ebraico vengono imputati “la legittimazione dell’apartheid come prassi quotidiana”, i bombardamenti del 2009 sulla Striscia di Gaza con “armi illegali secondo la Convenzione di Ginevra come le cluster bombs e il fosforo bianco”, “l’assedio e l’embargo totali e permanenti” della Striscia e l’attacco alla nave Mavi Marmara della Freedom Flotilla. Per questo, concludono, “non tolleriamo che Milano diventi la passerella per un’operazione di propaganda dell’imperialismo sionista”.

Una conclusione delirante, a nostro avviso. Se l’informazione corretta sulle lotte interne tra israeliani e palestinesi è indispensabile, il boicottaggio di un evento culturale, e della ricchezza che una terra come quella mediorientale contesa da millenni offre, è il metodo sbagliato per portare in piazza le proprie idee e non gioverà di certo alla causa palestinese.

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