Teologia, convegno sulla Trinità a Roma

Dal 26 al 28 maggio l’Università di Roma Tor Vergata ospiterà un convegno dedicato alla Trinità, in cui più di sessanta relatori provenienti da tutta Italia si alterneranno affrontando il tema dalle prospettive più diverse.

Ce ne sarà per tutti i gusti: la storia del dogma e la sua formulazione, il rapporto con la filosofia e con l’antropologia, con l’arte figurativa e la musica, con il femminismo e le altre religioni. Pochissimi sono direttamente studiosi di teologia, assente in quanto tale nel sistema accademico italiano, ma tutti la hanno incrociata nei loro studi.

Giovani sono i tre studiosi che hanno promosso il convegno (Daniele Bertini, Giovanni Salmeri, Paolo Trianni), e giovani la maggior parte dei relatori: molti ricercatori, dottori e dottorandi (e tra di essi moltissime donne).

Se i relatori sono quasi tutti italiani, a tre invitati speciali viene affidato il compito di rappresentare altre aree linguistiche: Anna Marmodoro (dell’Università di Oxford, anche se il nome tradisce il sangue italiano), Elmar Salmann (benedettino e tedesco, uno dei più originali teologi degli ultimi decenni), Charles Morerod (svizzero francofono, dal 2009 rettore dell’Angelicum, l’Università dei domenicani, e segretario della Commissione Teologica Internazionale, un luogo strategico nella Chiesa cattolica).

Questo convegno non è in realtà il primo di questo genere. Gli stessi organizzatori ne avevano promosso nel 2009 uno a Parma con lo scopo di far incontrare coloro che nell’Università italiana si occupano di teologia: «L’università italiana non prevede attualmente un approccio organico allo studio della teologia cristiana», spiega Daniele Bertini. «Naturalmente vari dipartimenti e corsi di laurea di filosofia, di filologia classica, di scienze storico-religiose, sociali e antropologiche prevedono ricerche e insegnamenti che rientrano nell’area scientifica della materia; tuttavia la mancanza di un quadro istituzionale implica una dispersione della ricerca, dei metodi e dei temi di indagine, che sono legati per lo più agli interessi personali di studio dei singoli docenti».

 È per questo che occasioni di incontro sono importanti: «Il convegno di Parma ha voluto mostrare la legittimità teorica e l’imprescindibilità storica della teologia per la cultura contemporanea.

In effetti, un corso di laurea in discipline umanistiche senza teologia è una grossa mistificazione storica, nonché una peculiarità italiana».

Sono questi i primi passi di una «teologia laica» contro quella della Chiesa? «Perché mai?», replica Giovanni Salmeri. «Sarebbe come ritenere che un convegno sul buddhismo sia un gesto polemico contro il Tibet.

Il convegno di Roma mostrerà semplicemente che anche al di fuori dei luoghi ecclesiali la teologia è studiata con passione intellettuale: è impossibile non fare i conti con essa per esempio quando si studia filosofia, o letteratura, o arte. È vero, l’approccio è ovviamente più libero rispetto a quello delle Università ecclesiastiche, il più delle volte si ha uno sguardo storico e non ci si sente vincolati dal dogma: ma questo non significa che la tradizione cristiana venga meno apprezzata, anzi.

Certe stroncature di Agostino o della scolastica, comuni in molti teologi cattolici contemporanei, non si sentiranno mai in un’Università statale». Ma il successo del tema della Trinità ha meravigliato anche lui: «Scegliendo questo argomento, il più teologico e intimidente di tutti, ci attendevamo che solo pochi si sarebbero fatti avanti. E invece abbiamo ricevuto una quantità altissima di proposte, tra le quali abbiamo fatto fatica a scegliere».

Alcune relazioni del Convegno prenderanno in considerazione la Trinità nel dialogo interreligioso. «Pensare Dio non è una prerogativa del cristianesimo», aggiunge Paolo Trianni. «Sia perché la “teologia” (di cui già parla Aristotele) lo precede, sia perché sono teologie a tutti gli effetti anche quella islamica, buddhista o indù.

Una riflessione teorica sulla natura della teologia cristiana chiama dunque direttamente in causa anche la coesistenza dialogica tra teologie differenti». Ma i risvolti sono anche su un piano antropologico: «Una tale considerazione pone domande ancor più radicali, come quella sulla possibilità di ogni uomo in quanto uomo di afferrare e affermare il divino. Su questa questione la teologia cristiana non ha ancora trovato una risposta univoca».

C’è dunque molto lavoro da fare, e l’Università statale sembra uno dei luoghi strategici: «C’è attualmente una forte e diffusa richiesta di riflessione teologica, che rifiuta però di ascoltarla in luoghi confessionali, a cui si guarda con pregiudiziale sospetto. La presenza della teologia nell’Università è dunque per tutti una sfida e un’opportunità».

Tutte le informazioni sul Convegno si trovano nel sito Internet mondodomani.org/teologia/.

Clicca e scarica il pieghevole.

La scheda di iscrizione è all’indirizzo http://www.mondodomani.org/teologia/2011scheda.htm 

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