Convegni, la Cattedrale di Crema tra liturgia devozione e rappresentazione del potere

Un’interessante giornata di studi dedicata alla Cattedrale di Crema si svolgerà sabato 7 maggio presso la Sala conferenze del Centro Giovanile San Luigi (in via Bottesini 4). L’inizio è alle ore 9

Scarica qui il volantino del convegno.

Il simposio è organizzato dalla Società Storica Cremasca, a distanza di circa mezzo secolo dall’ultimo studio monografico dedicato al Duomo di Crema – attualmente chiuso per lavori di manutenzione straordinaria  – con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Crema, della Diocesi di Crema e della Parrocchia della Cattedrale, con l’obiettivo di ripercorrere l’intera storia dell’edificio nel suo complesso.

Durante il convegno saranno approfonditi gli aspetti riguardanti la storia dell’edificio maggiormente trascurati dalla storiografia recente, alla luce in particolare delle novità emerse dagli studi successivi ai restauri di metà Novecento. Privilegiare lo studio delle vicende politiche, delle riforme liturgiche e delle pratiche devozionali dei fedeli significa, infatti, comprendere le ragioni che hanno spinto nel corso del tempo a modificare l’allestimento interno del Duomo. Su queste basi devono, per esempio, essere letti i cambiamenti subiti dalla zona presbiteriale in seguito alla Riforma tridentina e, successivamente, alla Riforma del Concilio Vaticano II.

La giornata di studi dedicata alla Cattedrale di Crema si presenta quindi per gli “addetti al settore” come un’opportunità per ripercorre la storia dell’edificio e fare il punto sulle trasformazioni da esso subite nel corso dei secoli, e per chi è appassionato di arte e storia o semplicemente affezionato alla propria città, come un’occasione per scoprire un passato carico di significati e cultura, che non ha a che fare esclusivamente con la storia.

Società Storica Cremasca
La Società Storica Cremasca, presieduta da Matteo Facchi, nasce ufficialmente, in qualità di associazione culturale senza fini di lucro, il 9 settembre 2010 con la firma dell’atto costitutivo e l’approvazione dello statuto. L’idea di costituire la Società Storica Cremasca prende forma dalla passione e dall’interesse di alcuni giovani studiosi di Crema per la propria città ed il territorio circostante.

L’Associazione si propone di organizzare convegni e conferenze finalizzati a far conoscere il frutto delle ricerche e degli studi legati a Crema e al suo territorio, di studiare l’ingente patrimonio di manoscritti della Biblioteca Comunale di Crema, ma anche fondi librari e archivistici di altri enti e di privati.

Nei programmi della Società Storica Cremasca rientrano, inoltre, la realizzazione di una collana di studi, dal profilo multidisciplinare, dedicata alla storia dei comuni cremaschi finora meno indagati, nonché l’organizzazione di piccole mostre ed esposizioni finalizzate alla visibilità e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del cremasco.

L’Associazione si propone, infine, di collaborare strettamente con le Soprintendenze, le Università e gli altri Istituti di ricerca dediti allo studio, alla tutela e alla valorizzazione di Crema e del suo territorio.

Come suggerisce il nome stesso, l’Associazione ricalca la tradizione delle Deputazioni di Storia Patria, nate all’indomani dell’Unità d’Italia quando nelle capitali degli Stati preunitari si iniziò ad avvertire l’esigenza di studiare la memoria del passato per preservare la dignità degli antichi municipi e contadi nel più ampio contesto della nuova identità nazionale. In seguito, gli studi storici e storico artistici furono portati avanti dalle università italiane in modo più rigoroso e scientifico dal punto di vista metodologico, ma le società storiche non persero la loro attualità proprio grazie al forte legame con il territorio.

Oggi più che mai, proprio sulla base di questo profondo rapporto con la realtà locale, le società storiche ricevono nuovo impulso proponendosi come centro di coordinamento per gli studi. In questa ottica deve essere letta l’attività della Società Storica Cremasca, nata con l’obiettivo di promuovere gli studi storici, storico artistici, archeologici, letterari musicologici e di ogni altra disciplina funzionale allo studio e all’analisi del passato di Crema, del Cremasco e dei territori limitrofi.

Comitato scientifico:
Sara Fasoli (storico); Valerio Ferrari (storico), Francesco Frangi (storico dell’arte, Università degli Studi di Pavia); Magda Franzoni (architetto); Angelo Lameri (storico della liturgia, Pontificia Università Lateranense); Valeria Leoni (storico-archivista, Università degli Studi di Pavia); Mario Marubbi (storico dell’arte, Università Cattolica di Brescia); Francesca Moruzzi (Direttore della Biblioteca Comunale di Crema); Germana Perani (archeologo, Conservatrice del Museo Civico di Crema e del Cremasco); Thea Ravasi (archeologo, Università di Newcastle); Simone Riboldi (storico).

La Cattedrale di Crema
Il Duomo di Crema sorge nel cuore medievale della città, la piazza principale, aggiornata all’inizio del Cinquecento. L’edificio religioso mostra oggi un aspetto gotico lombardo, evidente nelle forme slanciate della grande facciata a vento, più grande del corpo di fabbrica.

Le prime testimonianze di un insediamento religioso risalenti all’XI secolo, tramandano il nome di Santa Maria della Mosa, con riferimento alle zone paludose sulle quali sorgeva il primo nucleo abitativo di Crema, di cui poco allo stato attuale si conosce.

Un antico altarolo con tracce di affreschi è conservato oggi al di sotto del piano di calpestio, all’interno del Duomo, e costituisce la più antica testimonianza della vecchia chiesa romanica giunta sino a noi. Secondo la tradizione, infatti, Federico Barbarossa avrebbe raso al suolo la città per punirla della ribellione all’impero e dell’alleanza stretta con la Lega Lombarda. Durante il lungo assedio, conclusosi con la distruzione della città il 27 gennaio 1160, sarebbe stata demolita anche l’antica chiesa, che venne nuovamente ricostruita a partire dal 1185.

I lavori di riedificazione, divisibili in almeno due fasi, si protrassero sino al 1341. La chiesa, salvo una breve parentesi fra il 1212 e il 1284 quando fu soggetta alla Diocesi di Cremona, rimase sempre parte di quella di Piacenza sino al 1580, quando fu istituita la Diocesi cremasca. Nel corso dei secoli il Duomo romanico ha poi subito rifacimenti e riallestimenti. Importanti fasi di intervento, testimoniate dalle fonti, si ebbero fra Quattrocento e Cinquecento con il diretto interessamento della comunità cittadina alla quale spetta il merito di aver far fatto ricostruire altari e cappelle abbellite con decorazioni pittoriche.

Fra il 1777 e il 1779 l’edificio subì una considerevole trasformazione sotto la direzione dell’architetto Giacomo Zaninelli, su progetto del Barnabita Padre Pini. Gli elementi medioevali vennero così totalmente nascosti da marmi e stucchi, rimossi poi in occasione l’ultimo intervento di restauro, eseguito negli anni cinquanta del Novecento, in cui si decise di riportare la cattedrale alle presunte forme romanico-gotiche.

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