Elogio del dubbio: Cattelan va in pensione?

“Ho solo dubbi e il più grande sono io”. Lo ha detto Maurizio Cattelan, che all’inaugurazione della mostra ”Elogio del dubbio” a Venezia, dove a Punta della Dogana sono esposte due sue opere, si dipinge come il simbolo vivente dell’incertezza.

Ma Cattelan una certezza però ce l’ha: ”Dopo l’impegno con il Guggenheim smetto, vado in pensione. Sono 35 anni che lavoro, 30 da arista e cinque di lavori ‘normali”’, conferma senza alcun dubbio o ripensamento.

E’ una crisi d’ispirazione? ”No, ho voglia di girare il mondo”. E cosa farà? ”Quando si è in pensione si fanno tante cose…”, risponde laconico.  Ma quali non lo dice: ”Non ho mai avuto un’idea in vita mia”, spiega tra il serio e il faceto Cattelan, che  forse così vuole giocare ad alimentare il dubbio su stesso.

Come si spiega allora il suo successo ? ”Quello che non riesco a spiegarmi è come gli altri non riescano ad avere successo”,  chiude l’artista che ha deciso di andare “in pensione”, ma che durante l’inaugurazione della mostra ha avuto un colloquio riservato con la direttrice della Biennale d’Arte di Venezia, Bice Curiger, e si è intrattenuto a lungo con il collega Jeff Koons.

Il dubbio sorge spontaneo: sarà la sua solita provocazione?

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