Libia, ecco tutti i suoi capolavori di archeologia Da Leptis Magna a Ghadames, perla del Sahara

Bengasi, Misurata, Ras Lanuf, prima sconosciute al grande pubblico, sono ora diventate familiari dopo l’inizio della guerra: si tratta di città strategiche politicamente ed economicamente, in particolare per i loro giacimenti petroliferi.

Ma la Libia, in questi giorni sotto attacco, oltre ad essere una terra ricca di risorse energetiche come gas e petrolio, è anche una culla archeologica di straordinaria bellezza.

Dalle antiche città della Cirenaica, (Cirene, Apollonia e Tolemaide) ai centri archeologici di Sabratha e Leptis Magna fino a Ghadames, la perla del Sahara…

Cirene, Zeus e la sua Venere
Cirene è il nome di un’importante colonia greca del Mediterraneo che si trovava nell’odierna Libia orientale, presso l’attuale cittadina di Shahhat, nella municipalità di Al Jabal al Akhdar. Fu fondata intorno al 630 a.C. dai dori che provenivano da Tera e pretendevano di discenderei da Euristeo. Ora cittadina di appena 8mila abitanti è nota soprattutto per gli importanti siti archeologici con rovine della Cirene greco-romana, che l’hanno fatta qualificare come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

I principali resti di epoca greco-romana sono l’acropoli, il santuario di Apollo e il tempio di Zeus che ospitava una replica della statua di Zeus di Fidia. E’ rimasta anche una grande necropoli, con numerosi sepolcri (datati dal VI secolo a.C. al IV secolo d.C.) e tempietti di Ecate e dei Dioscuri. E’ ben conservato anche l’impianto idrico romano, che include condotti sia sotterranei che sopraelevati e acquedotti.

Nel 1913 una missione archeologica italiana rinvenne presso Cirene la Venere Anadiomene del II secolo, copia della perduta Venere di Cnido di Prassitele: il suo ritrovamento rese possibile ulteriori scavi che portarono alla luce il santuario di Apollo. L’opera fu trasferita in Italia per essere conservata nel Museo nazionale romano di Roma fino al 30 agosto 2008, data nella quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riconsegnò la scultura al leader libico Muammar Gheddafi.

Le terme di Adriano ad Apollonia
Apollonia era una antica colonia greca della Cirenaica i cui resti si trovano presso la città libica di Marsa Susa. La fondazione della città risale al VII secolo a.C. per opera di coloni di stirpe ellenica. Nel 365 subì ingenti danni a causa di un terribile terremoto che si colpì tutta la Cirenaica. Una gran parte della città fu inghiottita dal mare. All’inizio del V secolo conobbe un rinnovato splendore diventando un porto strategico della flotta bizantina. E nel VI secolo fu ulteriormente fortificata durante l’Ananeosis, cioè la rinascita della Cirenaica, voluta dall’imperatore Giustiniano.

In seguito alla conquista araba del VII secolo la città si andò spopolando fino all’abbandono nel medioevo. Solo nel corso del XIX secolo si ripopolò di musulmani profughi provenienti dall’isola di Creta che le diedero il nome dell’attuale città araba, Marsa Susa, ricavandolo da quello antico di Sosouza.

I resti archeologici di Apollonia comprendono edifici risalenti alle tre civiltà che si sono succedute nel governo della città: greca, romana e bizantina. All’epoca greca appartengono le mura, ricostruite nel III secolo, e il teatro greco scavato nella roccia, anch’esso ricostruito dall’imperatore Domiziano. Risalgono all’epoca romana le terme, fatte costruire dall’imperatore Adriano. Dell’epoca bizantina restano le basiliche a ovest, al centro e a est ed il palazzo del governatore. In mare, abbastanza vicino alla riva, si trovano alcuni relitti di navi e resti di colonne greche e romane.

Il Palazzo delle colonne di Tolemaide
Tolemaide era un antico centro della Cirenaica, che sorgeva presso l’attuale città araba di Tolmeita. Fu fondata tra il VII e il VI secolo da coloni di Barca. Era legata alle cinque principali città della Libia orientale, la cosiddetta Pentapoli cirenaica di origine greca. Nel 365 un terribile terremoto la distrusse. E nel 428, la città fu devastata dai Vandali.

Sotto Giustiniano fu ricostruita ma non riconquistò più la prosperità di un tempo. Risale a quest’epoca la realizzazione di una cisterna e di una chiesa i cui resti sono ancora visibili nell’area archeologica della città.

Fu nuovamente devastata dagli Arabi nel VII secolo, ciò che portò al suo quasi totale abbandono da parte della popolazione. A partire dal periodo della dominazione italiana ebbero luogo numerosi scavi, che portarono alla luce il centro e la cinta di mura che lo difendeva. Nel 2001 una missione dell’Istituto di archeologia dell’Università di Varsavia diede corso ad ulteriori scavi archeologici.

La zona archeologica di Tolemaide conserva ancora importanti vestigia dell’epoca classica. Anzitutto permangono i resti di un teatro, di un ginnasio di età tolemaica, di un anfiteatro del III secolo e dell’arco di Costantino. Sempre al III secolo risale la “Casa delle quattro stagioni”, così chiamata perché vi si trovava un mosaico raffigurante le quattro stagioni e risalente al V secolo.

Il più famoso edificio di epoca romana è Palazzo delle colonne, in antico residenza del governatore, che deve il nome ad un grande peristilio colonnato a due piani che lo ornava e che ospitava un mosaico raffigurante una testa di Medusa in opus vermiculatum. Nel Museo archeologico sono esposti i reperti archeologici più preziosi tra cui il mosaico della Casa delle quattro stagioni, quello del Palazzo delle colonne, ed un altro mosaico proveniente dal porto, ritraente il mito di Orfeo.

Il teatro di Sabratha
Sabratha è una città della Libia nord-occidentale. La città fu fondata dai fenici e poi conquistata dai romani. Nei pressi della citta moderna restano le rovine dell’antica che nel 1982 sono state inserite nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

Il sito archeologico di Sabratha è situato sulla costa mediterranea, a circa 1,5 km a nord ovest dal centro della moderna Sabratha. Oggi è fruibile grazie al lavoro compiuto nel 1920 dagli archeologi italiani che hanno riportato alla luce e parzialmente ricostruito gran parte dei reperti presenti nell’area.

Il monumento più importante del sito è il teatro romano localizzato nella zona est del sito. La data di costruzione non è certa, si ritiene sia stato realizzato tra il II ed il III secolo d.C. La parte piu spettacolare è costituita dalla scena, formata da tre piani con colonne di marmo sovrapposte. Anche la scalinata è ben conservata e offre uno spettacolo suggestivo. Si calcola che sui suoi 11 gradini circolari potessero trovare posto circa 5mila persone.

Nella zona ovest si trova il Foro con alcuni templi e altri monumenti. Fra questi il tempio di Antonino, il tempio di Giove e la Basilica cristiana fatta costruire da Giustiniano con il pavimento a mosaico (visibile nel museo). Altri mosaici colorati molto ben conservati sono visibili nelle Terme prospicienti la spiaggia.

Altri interessanti monumenti di epoca romana sono: il Tempio di Liber Pater, il Tempio di Serapide, il Tempio di Ercole e, nella zona est, sul mare, il Tempio di Iside.

Nella zona ovest, al di qua delle mura bizantine che circondano il Foro ed i templi romani, si trova il mausoleo di Bes. Esso appartiene al II secolo a.C. ed è di architettura punico – ellenistica. Questo mausoleo è stato in gran parte ricostruito da archeologi libici dopo il 1920. A meno di un chilometro di distanza dal sito, in direzione ovest, alla periferia della città, si trovano i resti dell’anfiteatro romano costruito nel II scolo d.C. che poteva ospitare circa 10mila spettatori. Le gradinate sono abbastanza ben conservate e sono ben visibili le gallerie sotterranee utilizzate per far entrare le belve nell’arena.

Il sito è completato da due musei: il Museo Romano ed il Museo Punico. Il primo contiene oggetti ritrovati nelle tombe di Sabratha, mosaici e statue. Notevole un busto di Giove. Nel museo punico il reperto piu interessante è una statua che rappresenta il dio Bes.

I tesori di Leptis Magna
Leptis Magna fu un’antica e influente città della Libia, fiorita prima sotto i Cartaginesi e poi sotto i Romani. La città, che dal 1982 figura nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, era una delle tre che hanno dato il nome alla Tripolitania.

Tanti i monumenti e gli edifici di rilievo di Leptis Magna: l’arco di Settimio Severo; le Terme di Adriano, il Tempio delle Ninfee, il Foro dei Severi; la Basilica dei Severi; il Foro Antico; gli Archi monumentali; il chalcidicum; il Mercato; il Teatro; le Terme dei cacciatori; l‘Ippodromo.

Ghadames, la perla del Sahara
Ghadames infine è una città-oasi della Libia occidentale, situata nei pressi del confine con l’Algeria e la Tunisia, circa 550 km a sudovest di Tripoli. Il centro storico della città, cinto da mura, è stato dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

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Un pensiero su “Libia, ecco tutti i suoi capolavori di archeologia Da Leptis Magna a Ghadames, perla del Sahara

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