Bit: “Terre del Salento”, tra arte e cultura

Arte, cultura, turismo ed enogastronomia. Tra le iniziative presentate alla Borsa italiana del turismo di Milano, “Terre del Salento” è  l’esempio virtuoso in cui la politica si è messa al servizio del territorio per valorizzarne il patrimonio storico e artistico.

Le province di BrindisiLecce e Taranto – rappresentate dai rispettivi presidenti (Massimo Ferrarese,  Antonio Gabellone e Gianni Florido) e assessori al Turismo presenti alla cena di gala presso lUna hotel Tocq presentata da Antonella Millarte – si sono messe così al lavoro insieme per un intento comune, creando una interessante sinergia per la comunicazione integrata e nello stesso tempo contenendo i costi.

Luoghi e paesaggi che, come la maggior parte delle province italiane, sono ricchi di storia e di tradizioni, di beni artistici e paesaggistici, di attrattive d’eccellenza in grado di far emozionare il turista straniero più esigente, ma che spesso e volentieri vengono trascurate dagli italiani stessi. Ecco dunque un piccolo assaggio del Salento, alla scoperta o ri-scoperta di arte e tradizione:

TARANTO

Il Barocco
Martina Franca è uno dei suoi punti di riferimento più qualificati per storia, architettura, cultura, e la fama della città è dovuta essenzialmente al barocco che caratterizza i suoi monumenti, i palazzi gentilizi, le chiese, i chiostri, le strade. E’ un insieme che cattura l’ospite nella visita del Palazzo Ducale (1668), che, eretto sui resti dell’antico castello degli Orsini, conta quasi trecento stanze con affreschi di Domenico Carella; la Chiesa di S. Martino (1747) con portale e fregi che esaltano la fastosità del barocco e gli interni in marmi policromi; la Chiesa di S.Domenico, altro esempio di valore architettonico, in stile rococò; la Chiesa del Carmine (1700), dai cui attigui giardini si può spaziare sull’incantevole scenario della Valle d’Itria, disseminata da centinaia di trulli, dal colore bianco.

A Manduria si può ammirare il Palazzo Imperiali, che domina la grande piazza della città ed è l’unico esempio di edilizia civile barocca. Di notevole effetto il balcone che corre lungo tutto il prospetto dell’edificio, impreziosito da ringhiere realizzate in ferro battuto.

Per parlare delle bellezze del territorio è stato anche creato un giornale online con tutte le informazioni utili ai visitatori e ai cittadini, Terra Ionica, diretto da Sergio Pargoletti.

BRINDISI

Castelli
Nella diversità delle testimonianze custodite, le fortificazioni costituiscono per la Terra di Brindisi l’espressione più significativa dell’architettura civile, erette e successivamente rimaneggiate con il primario obiettivo di proteggere una terra esposta ad incursioni e scorrerie. I castelli, nella molteplicità di tipologie, erano anche le “domus” deputate a luoghi di riposo, di caccia, ad incontri d’amore dei dominatori che numerosi si sono succeduti su queste terre, lasciando tracce incancellabili del loro ambizioso potere.

A Ceglie Messapica la rocca dei Sanseverino svetta con le numerose torri tra le bianche case del popolo; Carovigno si stringe attorno a quel baluardo dalla singolare torre a mandorla, voluto nel XV secolo dal principe di Taranto Del Balzo Orsini per proteggere l’antico casale dalle incursioni Saracene; a pochi chilometri, San Vito dei Normanni esibisce nella sua piazza principale il Castello edificato nel XII secolo per volontà di Boemondo d’Altavilla e più volte rimaneggiato sino ad assumere l’odierna fisionomia quattrocentesca. Castelli o splendidi palazzi fortificati compendiano la storia feudale di Mesagne, Francavilla Fontana, Cellino San Marco, Torre S. Susanna, Villa Castelli.

Segni dell’incastellamento del territorio sono anche le torri costiere che numerose punteggiano la costa brindisina: sono i resti di quel sistema di 431 fortificazioni facenti parte della linea difensiva innalzata nel XVI sec. nel regno di Napoli, per difendere le coste dai pirati.

LECCE

Architetture
I Castelli fanno del Salento una poderosa unica fortezza, insieme con le torri costiere e con le masserie fortificate dell’interno, alle centinaia di invasioni che nei secoli hanno fatto di questa provincia una terra di conquista per Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Veneziani, Saraceni. La configurazione attuale di quasi tutti i castelli del Salento risale al periodo rinascimentale. Emblematici il Castello di Carlo V, a Lecce, e la città fortificata, con baluardi e fossato, di Acaja, a pochi chilometri di distanza dal capoluogo salentino. Siamo di fronte a due espressioni massime sul fronte dell’architettura militare del Rinascimento non solo salentino ma di tutto il territorio nazionale.

Le Torri: speculare al destino dei castelli è la vicenda propria delle torri costiere e delle numerose masserie fortificate in Terra d’Otranto, le prime distribuite in un’ideale catena come sentinelle lungo il litorale ionico e adriatico per avvistare le feluche saracene, le seconde dislocate strategicamente nelle aree classiche dei comprensori di Lecce, Nardò, Ugento.

A completare l’articolato panorama non potevano mancare quelle suggestive testimonianze della civiltà contadina dovunque note con il nome di «paiare», trulli troncoconici sparsi nelle campagne, per secoli rifugio dei pastori e dei lavoranti agricoli, e primissima opera di antropizzazione degli spazi rurali.

L'assessore al turismo della provincia di Legge (sx), il presidente della provincia di Brindisi (centro) e il presidente della provincia di Taranto (dx)Clicca e guarda tutte le foto su Facebook

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