San Valentino: un bacio al Museo della Scienza “Fidanzati” di Lega in mostra per l’occasione

Un bacio davanti ai “Fidanzati“. E’ questa l’originale iniziativa promossa dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di via San Vittore a Milano. La vigilia di San Valentino, domenica 13 febbraio, sarà esposto eccezionalmente il dipinto “I Fidanzati” (1869, olio su tela, cm 36×80)  di Silvestro Lega, una delle opere più rappresentative della Collezione Guido Rossi, vivace testimonianza artistica dell’Italia pre-industriale.

Alle coppie che si scambieranno un bacio davanti al dipinto verrà regalato un coupon valido per un ingresso omaggio al Museo da utilizzare entro il 30 giugno 2011 a fronte di un altro biglietto acquistato.

Non tutti sanno che il museo della Scienza aveva il dipinto tra le sue Raccolte d’Arte, simbolo del legame tra arte e scienza, industria e collezionismo.

Silvestro Lega (Modigliana, Forlì, 1826 – Firenze, 1895) è uno dei maggiori esponenti del movimento dei Macchiaioli.

Il dipinto, esposto per la prima volta a Firenze nel 1869 con il titolo “I promessi sposi”, ritrae due fidanzati a braccetto che passeggiano seguiti a distanza da una donna e due bambine. Mentre la donna li sorveglia discretamente, volge lo sguardo altrove e osserva una bambina intenta a cogliere fiori.

La scena è descritta con un’immediatezza quasi fotografica, in un clima sospeso e accentuato dalla luce calda e soffusa del tramonto. Riproduce l’atmosfera intimista e borghese propria del realismo macchiaiolo a cui Silvestro Lega si avvicina a partire dal 1860.

Lo stile di Lega si distingue da quello utilizzato dagli altri protagonisti della pittura “di macchia”, come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori, per la particolare attenzione ai sentimenti sereni e alla quotidianità del mondo borghese di provincia rappresentato in maniera intimista.

Raccolte d’arte nelle collezioni del Museo

Dalla sua esposizione al Museo, alle fine del 1958, la Collezione Rossi ha costituito un indispensabile riferimento nel panorama delle collezioni sull’Ottocento Italiano e al contempo è stata espressione del collezionismo borghese di inizio secolo, oltre che viva testimonianza di come sia possibile superare le barriere tra Arte e Scienza.

L’industriale tessile Guido Rossi (1881-1957) era esponente di una borghesia imprenditoriale lombarda in grado di coniugare nella propria vita e nel proprio lavoro arte, industria e collezionismo, inteso anche come un importante strumento di riconoscimento sociale.

La volontà di destinare la sua Collezione d’arte al Museo, si spiega con il fatto che più che mai la generazione di industriali a cui appartenevano Guido Rossi e l’amico Guido Ucelli di Nemi, fondatore del Museo, era intrisa da un profondo culto per il lavoro e la bellezza, per l’industria e per l’arte.

Ucelli stava plasmando il Museo secondo il principio che Arte e Scienza potessero dialogare e ciò era rappresentato in prima istanza dalla figura e dalle opere di Leonardo da Vinci, a cui il l’Istituzione era dedicata.

La raccolta d’arte del Museo si arricchì negli anni successivi di altre pregevoli donazioni tra cui la Collezione Capitini nel 1971, la donazione dell’ingegner Francesco Mauro e della moglie Edi, un nucleo di dipinti dei pittori Aldo e Giuseppe Mazza.

Molte opere delle Collezioni d’Arte del Museo, sia in passato che oggi, sono presenti alle più importanti mostre sull’Ottocento Italiano sia in Italia che all’estero.

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