Saviano leader del Pd? Cacciari:”Basta prediche”

Roberto Saviano sarà il nuovo leader del Pd? E’ questa la sensazione che si ha dopo le ovazioni ricevute alla manifestazione di sabato al Palasharp di Milano per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Con l’autore di Gomorra sul palco anche Umberto Eco, Paul Ginsborg e Gustavo Zagrebelsky. Quando il dibattito politico è impantanato come di questi tempi si invoca la cosiddetta “società civile“.

Peccato che oltre alla richiesta di dimissioni (legittima ovviamente, ma qualcuno ha spiegato ai manifestanti che sono i circa 50 milioni di elettori alle urne che decidono chi deve governare l’Italia e non diecimila persone in una piazza?) non ci siano state altre proposte costruttive. Saviano scrive libri (stupendo il primo, gli altri un po’ meno) e fa programmi in tv. Sarebbe capace di governare?

Fuori dal coro a sinistra c’è la posizione di Massimo Cacciari

Cacciari: “Pd smetta di predicare”
“Il Pd sabato? E che ha fatto? Continuano a predicare che Berlusconi deve dimettersi ma mi pare che l’uomo di Arcore non ne abbia abbia alcuna intenzione. O Tremonti e Bossi lo fanno fuori, ma per ora non ne hanno la forza, oppure bisognerà attendere le elezioni”, ha detto l’ex sindaco di Venezia all’AdnKronos. “Bisogna puntare alle elezioni e vedere se lì si arriva con una coalizione forte in grado di governare, un’alleanza che possa impallinare Pdl e Lega, almeno al Senato”.

Per il filosofo veneziano, “è chiaro che Berlusconi fino alle elezioni ci arriva, a meno che non vengano fuori ‘rivelazioni’ o ‘la pistola fumante’ da qualche parte. E’ impensabile che si dimetta per conto suo. Il passo indietro non lo fa”. Dunque, taglia corto Cacciari, “Bersani e D’Alema si mettano in testa di organizzare una coalizione per vincere e non perdano più tempo a gridare ‘dimettiti’ al Cavaliere”.

Il ministro Bondi invece, resta sulla difensiva:

Bondi: “Grida mi fanno paura” 
”Gli interventi degli uomini politici e di cultura che si sono susseguiti a Milano, al grido di ‘dimettiti’, mi fanno letteralmente paura”. ”Bisognerebbe essere grati al presidente Berlusconi – aggiunge il ministro dei Beni culturali – solo perché permette agli uomini liberi e moderati di non essere soverchiati da un mondo carico di livore, faziosità e intolleranza verso qualunque avversario politico, un mondo che crede di essere dalla parte del bene in lotta contro il male, che brandisce la bandiera di una falsa cultura, e che ha in dispetto tutti i principi più importanti di una autentica cultura liberale”.

”Le grida di questo mondo – sottolinea Bondi – rappresentano una ragione in più per restare in campo, per proseguire con ancora più determinazione e convinzione l’impegno per rinnovare l’Italia”.

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