Ricordando Cascella

I più lo ricordano come l’autore delle statue del famigerato mausoleo di Berlusconi, ma Pietro Cascella, nato a Pescara il 2 febbraio di 90 anni fa, era un artista a tutto tondo.  Scultore, pittore e ceramista, il Cascella (nipote del famoso pittore e paesaggista crepuscolare) era il discendente di una famiglia di artisti. Venne iniziato giovanissimo all’arte della pittura dal padre Tommaso e nel ’38 si trasferì a Roma, dove ebbe la possibilità di cominciare a seguire le lezioni dell’Accademia delle Belle Arti.

Nel 43, appena 22nne, partecipò alla quarta edizione della “Quadriennale di Roma”. Cinque anni dopo, nel ’48, prese parte inoltre alla prima esposizione della Biennale di Venezia allestita dopo il secondo conflitto mondiale.

Tornò di nuovo alla Biennale di Veneziana nel ’56, e nello stesso periodo fece anche la conoscenza del suo collega Sebastian Matta. Sempre con il fratello Andrea, e con l’aiuto dell’architetto Lafuente, nel ’58 progettò il “monumento di Auschwitz“, il quale verrà poi realizzato nel 1967. In quegli anni iniziò inoltre a lavorare a “quadri-scultura”, che affrontano tematiche surreali che diventeranno man mano più complesse, anche grazie al rapporto di amicizia con Matta. La Biennale di Venezia nel 66 ospitò anche una sua mostra personale, mentre nel 1970 il pittore iniziò a lavorare a Milano al “monumento a Mazzini“.

Molte altre saranno poi le opere monumentali che Cascella produrrà in seguito, tra le quali sono sicuramente da ricordare l’Arco della Pace di Tel Aviv, l’Omaggio all’Europa di Strasburgo e quello alla Resistenza Bella Ciao a Massa. Per la creazione di gran parte delle sue opere Cascella sceglie di utilizzare la pietra, che definisce “l’ossatura della terra”, il marmo e il travertino. Di solito le sue sculture sono composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista e elementi di purismo geometrico.

Tra le sue creazioni più note alla cronaca c’è sicuramente la Volta Celeste ad Arcore, il mausoleo commissionato all’artista da Silvio Berlusconi nella propria villa. Un’opera nota certo, che è stata però anche spesso accusata di essere carica di simboli massonici. “La mia scultura – spiegava più volte Cascella rispondendo alle critiche – è un’opera astratta. Non c’è nessun simbolo”.

Lo scultore muore a Pietrasanta il 18 maggio 2008 e ad annunciare la sua scomparsa è il neoministro dei Beni culturali Sandro Bondi, suo amico ed ex collaboratore. “L’unico rammarico – ha detto Bondi – è che nel mio impegno ministeriale non mi possa essere vicino con i suoi consigli e le sue idee”.

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