il punto

Un luogo per parlare di Cultura. Uno spazio aperto dove potersi scambiare idee e contribuire insieme alla formazione della nostra identità. Con questi obiettivi nasce Agorà, la nuova pubblicazione del dipartimento Beni culturali di Forza Italia Giovani di Milano. Proprio come la piazza della polis greca, Agorà vuole diventare un vero luogo di democrazia culturale. Ma perché parlare di cultura? Perché sentiamo la necessità di “coltivare” il nostro animo attraverso uno strumento accessibile ed emozionante: l’arte in tutte le sue forme. Pittura, musica, poesia, letteratura, design, architettura, scultura, drammaturgia. In questa direzione opera il dipartimento Beni culturali. Vogliamo coinvolgere e avvicinare al “bello” tutti gli amici che condividono con noi certi ideali umani e politici, e sono stanchi di sentir dire che la cultura è una cosa di sinistra.

Serve invece aprire un po’ di più occhi e orecchie. Cercare, muoversi, seguire maestri viventi e non che rimarranno nella storia della cultura e dell’arte. Vogliamo capire, conoscere, elevarci nello spirito. Con umiltà, ma con determinazione. Dobbiamo gridare che la cultura è di tutti. Per questo ci guardiamo intorno e andiamo alla scoperta degli eventi culturali più interessanti. Nel corso dei mesi, anche da queste pagine – oltre che con i consueti appuntamenti serali – ci occuperemo delle “isole felici” della nostra città. Cerchiamo così di scoprire la differenza tra il vero artista e gli abili sofisti del nulla. Vogliamo elevarci, nella mente e nell’anima. Insieme tendere al sublime, per sfiorare l’estasi immersi nell’arte del genio creativo.

Diceva il Mahatma Ghandi: ”Nessuna cultura può vivere se cerca di essere esclusiva”. Lo crediamo fermamente. Dovrebbe essere un motto anche e soprattutto per l’Italia dove, a differenza degli altri paesi europei, la cultura spesso è pensata, prodotta e usufruita da una ristretta cerchia di presunte menti elette, autoreferenziali e finte snob. Per quel che ci riguarda, nel nostro piccolo, non vogliamo farci ottenebrare i pensieri dalle tendenze cerebro-masturbatorie di un piccolo gruppo di radical chic politicizzati.

L’arte e la cultura devono essere per tutti, di tutti. Dobbiamo essere consapevoli della nostra tradizione, preservarla, amarla e cercare di avvicinarci ad essa con passione e razionalità. Conoscere e amare le inestimabili fortune che i grandi del passato ci hanno lasciato in eredità e utilizzarle come trampolino per il rilancio dell’Italia sulla scena internazionale. E’ questo un dovere dal quale nessuno di noi può sottrarsi, pena il declino, inevitabile e inesorabile, di quella che un tempo fu patria di tanti santi, poeti e navigatori.

Non consideriamo l’Italia solo come un museo a cielo aperto, ma è grazie alla consapevolezza del nostro capitale intellettuale che possiamo e dobbiamo ritornare a pensare, a scrivere, a mettere in forma nuove idee. Sentiamo come nostro il compito di riscoprire la bellezza, senza dimenticare che l’essere è più importante dell’apparire. L’Italia si potrà rialzare anche con una politica illuminata su arte e cultura, con conseguenti effetti positivi nel turismo e nell’economia, oltre che nel nostro privato e personale benessere intellettuale.

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